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Nessun eccesso

In questo articolo Nisco loda la capacità dei siciliani di mantenere l’ordine e la legalità durante la rivoluzione, cosa che in quei frangenti non sempre si riesce a fare.

Tra tanto turbinio di uomini e cose, il Vial (capo della polizia borbonica) sperava trovare la via della salute: ad ogni istante egli attendeva d’esser chiamato a frenare uccisioni e rapine. Ma Palermo, abbandonata a sé stessa, senza guida e senza governo, si manteneva pura d’ogni eccesso di violenza. Faceva davvero meraviglia vedere una moltitudine sollevare la disciplina di ordinate milizie e non commettere alcun atto di rubamento e d’iniquità.

Nicola Nisco

12 Gennaio 1848

In questo articolo Nisco ricorda il primo giorno del sollevamento popolare di Palermo il 12/01/1848.

All’alba del 12 gennaio si videro per le mura di Palermo cartelli con le parole: “ Ordine – Unione”, ed in nome del comitato si davano disposizioni, si spedì vano uffici, si indicavano provvedimenti rispondenti all’impresa, e nonostante le opinioni del genere De Mayo (luogotenente generale del re in Sicilia) che le guerre, e non le rivoluzioni si annunciano, la rivoluzione avvenne nel giorno, nell’ora e nel luogo indicato. Infatti, come sparò il cannone, segno della festa reale, il suono delle campane a martello ricordava la famosa rivoluzione del 31 maggio 1282. Mentre i preti Ragone e Venuti, col crocifisso alla mano, esortavano il popolo a levarsi in nome di Dio, il giovane avvocato Paolo Peternostro arringava in Piazza Vecchia focosamente il popolo, e Giuseppe La Masa, legati un fazzoletto rosso ed un altro bianco con nastro verde alla punta del bastone, percorreva la città alla testa dei giovani arditi.

Nicola Nisco