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Limoncello

Il limoncello è un tipico liquore a base di limone, dal gusto intenso ma al tempo stesso dolce. Sebbene anche la Campania ne vanti la paternità, soprattutto la zona di Sorrento, tale liquore è molto diffuso in Sicilia dove si prepara comunemente in casa.

Ingredienti:

1 litro di alcol
1 litro d’acqua
700 gr. di zucchero bianco (sostituibile con quello di canna)
15 limoni gialli di medie dimensioni

Preparazione
Sbucciare i limoni facendo in modo di tagliare solo la parte gialla esterna, evitando quella bianca. Quest’ultima, essendo più amara, inasprirebbe il sapore del liquore. Mettere le bucce a macerare nell’alcol dentro un barattolo ermetico, accertandosi che esse siano tutte coperte dal liquido.
Lasciare riposare per 5 giorni. Una volta trascorso questo periodo, aprite il contenitore e controllate se le bucce di limone sono diventate secche.

Filtratene il contenuto con un colino. Per maggior sicurezza, si può anche mettere il velo dei confetti. In questo modo, eventuali piccoli residui non finiranno nel liquido.

Prima di questa operazione, però, occorre far sciogliere l’acqua con lo zucchero a fuoco lento e lasciare raffreddare. Infine mischiare l’acqua zuccherata al liquore filtrato.

Versare nelle bottiglie di vetro.

BISTECCA ALLA FIORENTINA

Fiore all’occhiello della gastronomia fiorentina, conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo, chiamata semplicemente “fiorentina”, la nostra bistecca sulla brace grazie alla sua semplicità, si prende beffa dei tanti “esperti” cuochi che da anni stanno tentando di darne elaborate e deludenti ricette. Vediamo quindi quali sono i semplici “segreti” di questa nostra specialità.

Tipo di Carne e Taglio.
La carne deve essere di manzo (vitellone), preferibilmente di razza chianina e frollata al punto giusto (5/6 giorni). Il taglio deve essere nella lombata con filetto, controfiletto e l’osso in mezzo a “T”. Questo taglio è difficile da trovare fuori Firenze e non esiste fuori della Toscana. Le dimensioni variano da 600 a 800 gr. e alta circa 2 dita.

Cottura.
E’ semplicissima. Niente marinate e niente infusioni in olio. Mettete la bistecca sulla gratella ben calda, con sotto la brace di carbone dolce, ardente, ma senza fiamma. Lasciatela cuocere da un lato, senza salare e senza mai bucare con la forchetta; quando avrà fatto la crosta (5 minuti), giratela con una paletta, insaporite con sale la parte già cotta e fatela arrostire per altri cinque minuti dall’altra parte, rigiratela ancora e salate l’altra parte. Alla fine dovrà risultare “al sangue” al centro e ben arrostita in superficie. Prima di servirla, secondo Paolo Petroni, niente olio, solo del pepe nero appena macinato e, se lo gradite, un po’ di limone. Io preferisco gustare la bistecca aggiungendo, oltre al sale e al pepe nero, un filo di ottimo olio extravergine di oliva a fine cottura.

Cenni storici “DELLA BISTECCA ALLA FIORENTINA”

La storia della bistecca alla fiorentina è antica almeno quanto la città da cui prende il nome e se ne perdono le tracce indietro nel tempo. Tuttavia la sua tradizione, la sua celebrità e il suo nome si possono far risalire alla celebrazione della festa di San Lorenzo e alla famiglia dei Medici. In occasione di San Lorenzo, il 10 agosto, la città si illuminava della luce di grandi falò, dove venivano arrostite grosse quantità di carne di vitello che venivano poi distribuite alla popolazione.
Firenze all’epoca dei Medici era un importante crocevia dove si potevano incontrare viaggiatori provenienti un po’ da ogni parte del mondo e così si narra che proprio in occasione di un San Lorenzo fossero presenti alle celebrazioni alcuni cavalieri inglesi a cui venne offerta la carne arrostita sui fuochi. Questi la chiamarono nella loro lingua beef steak riferendosi al tipo di carne che stavano mangiando. Da qui una traduzione adattata alla lingua corrente creò la parola bistecca che è giunta fino ai giorni nostri.
Una versione alternativa la fa risalire agli inglesi, presenti a Firenze nell’800, i quali hanno lasciato notevoli tracce nella cucina toscana. Si trattava di persone facoltose, che potevano permettersi anche tagli di carne pregiata, come la beef steak, appunto, ma anche come il roast beef, peraltro anch’esso presente nella cucina fiorentina.

Fonti storiche: wikipedia