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Arrivano gli inviati austriaci.

In questo pezzo il Massari ripercorre i momenti in cui il parlamento sardo-piemontese conferiva i poteri speciali al conte di Cavour in previsione di una guerra contro l’Austria (1859).

Alle tre e mezzo giungevano da Milano alla stazione della ferrovia di Porta Susa il barone di Kellesperg ed il conte Ceschi di Santa Croce, i quali avevano l’incarico di recare al Governo piemontese il messaggio austriaco. Il conte di Cavour voleva essere prontamente avvertito dell’arrivo, e ne diede incarico ad un amico, il quale appena fatto certo del fatto andò in gran fretta al palazzo Carignano, dove tuttavia la Camera era raccolta, per darne la nuova. L’amico scrisse su di un cattivo pezzo di carta:”Sono giunti; li ho veduti”. Egli l’ebbe proprio nel momento nel quale il presidente dell’Assemblea annunciava che la Camera aveva consentita la legge per i pieni poteri. Uscì dall’aula frettolosamente fra le grida di Viva il Re!, ed incontrando l’amico lo ringraziò e gli disse: “ Esco dalla tornata dell’ultima Camera piemontese, la prossima sarà quella del Regno d’Italia”.

G. Massari: Ricordi biografici del conte di Cavour.

Verso la Guerra.

In seguito alle politiche tenute dal regno di Sardegna e alle provocazioni del conte di Cavour, l’Austria si prepara a dichiarare guerra all’Italia che forte dell’appoggio dell’Inghilterra e della Francia si prepara al conflitto con gli Asburgo.

Il giorno 23 aprile il conte di Cavour si presentò alla Camera dei Deputati, che era convocata in tornata straordinaria al mezzodì, per chiedere i pieni poteri: l’aula era affollatissima. Il ministro lesse brevi parole per rendere ragione di quella domanda: furono pronunciate con voce vibrata e comossa, ascoltate con silenzio religioso; quando ebbe finito fu un grido unanime e fragoroso di: Viva il Re! Molti deputati piangevano; fu un momento di sublime commozione. La Camera deliberò di occuparsi senza indugio della proposta ministeriale.

Da G. Massari: Ricordi biografici del conte di Cavour.