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Rivolta nella provincia di Salerno

Intanto nella provincia di Salerno i popoli fremevano: i tre fratelli Capozzoli, della piccola terra di Bosco, perseguitati dal governo, li aizzavano: nel 1828 fu gridata la costituzione in Bosco, Centola, Camerata, Li usati, Rocca Gloriosa, San Giovanni a Piro. Francesco atterrito vi mandò con pieni poteri un Francesco Saverio del Carretto capo di gendarmi. Questo sbirro, che pochi anni innanzi aveva fatto il carbonaro, divenuto boia, col cannone spianò Bosco fin dalle fondamenta, vi rizzò una colonna a perpetuare l’infamia del sacrificio, diede la caccia ai ribelli, e formò una commissione di suoi sbirri che fece morire venti persone, fra le quali il canonico De Luca, vecchio ottuagenario, ed un guardiano dei cappuccini, condannò quindici all’ergastolo, quarantatre alla galera, molte centinaia a varie pene minori; confiscava i beni bende condannati. Nel dì 8 novembre moriva lo stupido e crudele Francesco, e nell’agonia della morte vedeva intorno al suo letto le ombre di colore che aveva fatto uccidere; onde negli ultimi deliri fu udito dire: “Che son queste grida? Il popolo vuole la costituzione? Dategliela e lasciatemi tranquillo”.

L. Settembrini