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Povere madri toscane!

In questo brano si può sentire tutta l’amarezza e la delusione del Montanelli per la sconfitta subita e per il fallimento della rivoluzione toscana. Dalle sue parole possiamo sentire tutto il dolore per la sorte di tutti quei giovani Italiani morti e per le loro madri.

Oh come tetro ai miei sguardi il sole del 29 maggio imporporava le torri di Mantova!
Ma a voi povere madri toscane, che non ritrovaste fra i reduci i figli consacrati all’Italia, a voi sovrastava ben altra amarezza….. vedere la patria ancora in catene, malgrado cotanta immolazione, vedere l’Austriaco vincitore incoronato di mirto insultare il vostro lutto sulle rive dell’Arno, vedere cancellati i nomi degli eroi dal tempio di Santa Croce dove Firenze avevali colpiti in comunione d’apoteosi con Dante!
Coraggio, povere madri, questa notte dell’anima passerà!
Leopoldo austriaco ha potuto cacciare i nomi dei ricominciatori di gloria a Toscana dal Pantheon dei nostri grandi, ma non li caccerà dai cuori toscani, dove vivono incisi a cifre d’amore.
E i loro spiriti si aggirano invisibili fra le baionette tedesche e parlano accenditrice favella alla generazione che sorge, e nel mese di maggio, quando fiorisce la rosa, e l’usignolo innamorato della rosa canta sulle rive del Mincio, la madre mantovana sparge di fiori la terra di Curtatone e Montanara e dice al figlioletto:” Qui i giovani toscani morivano gridando Viva l’Italia!” e in questa arcana corrispondenza di affetti l’idea italiana si matura.

Da G. Montanelli : Memorie sull’Italia e specialmente sulla Toscana dal 1814 al 1850.