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Viva la Repubblica – Roma 1849

In questo articolo troverete i primi passi dell’assemblea costituente insediatasi a Roma il 5/2/1849.

Roma – Assemblea Costituente – 5/2/1849

L’assemblea Nazionale Romana è aperta.
Sterbini: Sono pregati i signori deputati di voler nominare il presidente di età e i segretari.
Bonaparte: il presidente è già al suo posto.
Presidente: Cittadini rappresentanti, vi sono quelli di 25 anni? (silenzio) di 26?(silenzio) di 27? ( si presenta il deputato Monghini Antonio) Di 28? (silenzio) Di 29? ( si presentano i deputati Vicentini,Gaiani e Cocconari, che vanno tutti assieme a prendere i posti di segretario.)
Audinot: Il ministero non ha i nomi di tutti i deputati presenti? ( Si esibisce l’elenco) Allora facciamo l’appello nominale.
Si fa l’appello, al quale rispondono 107 deputati. In seguito altri deputati avendo osservato di non essere stati nominati si fanno iscrivere e così il numero dei deputati presenti è di 140.
Bonaparte( chiamato all’appello nominale) risponde: Viva la Repubblica!
Presidente: i cittadini rappresentanti sono numero 140. Sarà bene scegliere il numero delle sezioni.
Bonaparte. Dieci sezioni. Si farebbe più presto.
Presidente: ciascuno dei cittadini rappresentanti è pregato di scrivere il suo nome su un pezzo di carta per metterlo nelle urne. I nomi si estrarranno quindi per formare le sezioni. Ogni sezione potrà essere composta del numero di 14 individui.
Garibaldi: Domando la parola. Intorno alla forma credo che si presenti al pensiero di tutti qualcosa di più importante. Io dico e propongo che non si sospenda l’Assemblea, non escano i rappresentanti da questo recinto, senza che l’aspettazione del popolo non sia soddisfatta. Esso intende sapere definitivamente quale è la forma e il regime cui debba mirare lo Stato qui innanzi. Qui sono tutti i rappresentanti della Nazione, per conseguenza formule, cerimonie, più o meno credo siano lo stesso, ma lo stabilire quale dovrà esser il Governo credo sia desiderio non solo della popolazione romana ma dell’Italia tutta. In questa guisa essendo le cose, io proponeva non uscire da questo recinto senza che l’aspettazione del popolo sia soddisfatta. Ho detto e ripeto, forma più o meno, cerimonie più o meno, questo poco fa ai destini della Nazione italiana.
Presidente: Non si tratta solamente di forma, ma di stabilirci solidamente, vale a dire di formare i segretari, tutte cose necessarie a premettersi in qualunque liberazione.
Garibaldi: La Costituente potrà organizzare le secondarie misure. Oggi la questione vitale è questione di principio, e qui mi pare che ritardare un minuto sia un delitto, perchè oggi la terza parte della Nazione italiana è schiava. Esalano dei sospiri, dei lamenti da milioni di fratelli italiani. E noi stiamo qui a discutere di forma? Fermamente io credo che dopo aver cessato l’altro sistema di governo, quello più conveniente a Roma sia la Repubblica. ( Applausi misti a qualche segno di disapprovazione) I discendenti degli antichi romani, i romani di oggi, forse non sono capaci di esser repubblicani? Dopochè in questo recinto ha suonato presso qualcuno acre la parola di Repubblica, io ripeto: Viva la Repubblica!!