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Le cinque giornate di Milano -Sulla via della Libertà-

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Villa Belgioioso Milano

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Villa Belgioioso Milano

In questo articolo il Cattaneo descrive la prima notte e il primo mattino della rivoluzione Milanese

Sulla via della Libertà.

Si è fatto computo che in quella prima notte la città tutta non avesse a fronte del nemico più di tre o quattrocento fucili di ogni sorta; poiché, temendo che da giorno a giorno uscisse precetto di rassegnare le armi, molti le avevano mandate in villa.
Al vedere il misero armamento della città, irrequieto e ansioso io sollecitava, durante la notte, gli amici che vegliavano innanzi alla casa Vidiserti, a trasferire in sito meno pericoloso il quartier generale; essendochè allo spuntar del mattino quel luogo, posto fra due strade come il palazzo municipale, sarebbe stato in egual modo assalito e preso, con quanti mai vi erano. Mi rispondevano che avrebbero venduta cara la vita. Ma io replicava che non dovevano prepararsi a soccombere ma piuttosto a vincere e a vivere; epperò a nulla trascurare di ciò che poteva dar vittoria. L’avviso mio, già presso al mattino, finalmente prevalse. Cernuschi si adoprava intanto per farli accomodare in casa del conte Carlo Taverna, posta dall’altro lato della via dei Bigli, ch’è angusta, tortuosa e agevole a serragliare. Il giardino confininava con altri; onde prima che il quartier generale fosse accerchiato, si avrebbe agito a trasferirlo altrove. Cernuschi si procacciò la chiave d’un cancello che si apriva dietro i giardini, di fronte alla casa di Alessandro Manzoni; fece traforare il recinto del giardino Belgioioso e pose sentinelle sui muri degli altri; per modo che quel primiero rifugio della casa Vidiserti divenne quasi un’opera avanzata, dietro la quale erano più linee successive di difesa, con sicure vie d’uscita. Siffatto gruppo di recinti e barricate aveva nel mezzo quella casa con cortile rivestito di freschi del cinquecento detta la casa Taverna antica; dimora del console francese; ove, a lato del tricolore cisalpino sventolava quello della repubblica. La vista di quel vessillo e la fede nell’amicizia di quella nazione poderosa, non furono senza effetto nel terribile momento nel quale un intero popolo con si esigue forze si cimentava sulla sanguinosa strada della Libertà. Tutto ciò si era fatto avanti lo spuntar del giorno; e immantinenti si fece toccare a martello e gridare alle armi. A tutta prima stavamo con certa apprensione che il notturno riposo avesse mai rallentato gli animi; ma a poco a poco si videro uscire i cittadini e accorrere baldanzosi alle prime barricate; e in pochi istanti ai capi delle vie già tuonava d’ogni parte il cannone nemico.