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L’estate sta finendo.

Oggi dopo essermi svegliato mi sono affacciato alla finestra e ho visto che il cielo era nuvoloso, ho guardato il calendario che segnava 31/08 e l’idea che un’altra estate era passata ha invaso ogni angolo del mio cervello portando quella dolce malinconia che ci prende alla fine della bella stagione.

L’estate sta finendo
E un anno se ne va
Sto diventando grande
Lo sai che non mi va.
 
In spiaggia di ombrelloni
Non ce ne sono più
È il solito rituale
Ma ora manchi tu
Uh uh uh.
 
La-languidi bri-brividi
Come il ghiaccio bruciano
Quando sto con te.
 
Ba-ba-ba-baciami
Siamo due satelliti
In orbita sul mar.
 
È tempo che i gabbiani
Arrivino in città
L’estate sta finendo
Lo sai che non mi va.
 
Io sono ancora solo
Non è una novità
Tu hai già chi ti consola
A me chi penserà
Ah ah ah.
 
La-languidi bri-brividi
Come il ghiaccio bruciano
Quando sto con te.
 
Ba-ba-ba-baciami
Siamo due satelliti
In orbita sul mar.
 
Ba-ba-ba-ba-babaciami…
Ba-ba-ba-ba-babaciami…
Ba-ba-ba-ba-babaciami…
Ba-ba-ba-ba-babaciami…
 
L’estate sta finendo
E un anno se ne va
Sto diventando grande
Lo sai che non mi va.
 
Una fotografia
è tutto quel che ho
Ma stanne pur sicura
Io non ti scorderò.
 
L’estate sta finendo
E un anno se ne va
Sto diventando grande
Anche se non mi va.
 
L’estate sta finendo
L’estate sta finendo
L’estate sta finendo
Uoh oh oh oh
L’estate sta finendo…

L’estate sta finendo dei Righeira.
I Righeira sono un gruppo musicale italiano formato da Stefano “Michael” Rota (Torino, 1º ottobre 1961) e Stefano “Johnson” Righi (Torino, 9 settembre 1960). Furono prodotti dai La Bionda (duo) dal 1983 fino al 1987, il loro periodo di maggior successo discografico.
Maggiori successi:

1983 – Vamos a la playa (Spanish version)/Vamos a la playa (Italian version) La Bionda Music (CGD, 10457 Distribuzione)
1984 – No tengo dinero/Dinero scratch (La Bionda Music /CGD, 10524)

1985 – L’estate sta finendo/Prima dell’estate (La Bionda Music/CGD, 10615)

Per gli amanti della teoria del complotto e per tutti coloro che cercano degli spunti di riflessione vi riporto una leggenda che gira negli ambienti musicali che fa dei Righeira ( che per la maggior parte degli italiani sono autori solo di musica leggera senza impegno sociale) attivisti anti americani con un forte impegno contro le ingiustizie della società occidentale.

Siamo nel 1976, i Bee Gees spopolano ovunque con ‘You Should Be Dancin‘ e la disco music sembra essere la nuova grande passione dei giovani. Henry Kissinger, che osserva da lontano, ha una bizzarra intuizione: la disco music è la mossa decisiva per vincere la Guerra Fredda. E così dà il via all’operazione della Cia denominata, appunto, ‘You Should Be Dancin’, con l’ obiettivo di allontanare i giovani dalla contestazione e portarli verso le discoteche. Film, canzoni, videoclip e artisti: tutto è manovrato ad arte. Il piano sembra funzionare e la contestazione giovanile inizia a sgretolarsi. Ma da qualche parte qualcuno resiste ancora. Sono i fratelli Righeira, che cantano in spagnolo, la lingua del Che e della rivoluzione, e scrivono testi militanti come ‘Vamos a la playa‘, brano zeppo di riferimenti alla bomba atomica. La loro, è una disco music di protesta. Kissinger non ha dubbi: vanno eliminati. E decide di farlo durante la serata finale del Festivalbar del 7 settembre del 1985. Ma a salvarli, ci pensa un vecchio amico: il loro professore di ginnastica del liceo, l’uomo che li ha seguiti sin dall’inizio della loro carriera e che ha una strana somiglianza con Gino Donè.
Fonti:
Almost True, Guerra Fredda e Bee Gees, puntata del  lunedì 10 settembre 2012,rai 2, condotto da Carlo Lucarelli .

Sandro Pertini dixit

In seguito alla pubblicazione fatta dall’Istat la settimana scorsa sui dati della povertà in Italia e sulla disoccupazione giovanile, in cui si certificava che almeno 5 milioni di Italiani sono molto poveri e che il 20% dei giovani non studia e non cerca lavoro, mi sono tornate alla mente le parole del nostro compianto Presidente Pertini fatte circa 34 anni fa, ma sempre attuali.

« Per me libertà e giustizia sociale, che poi sono le mete del socialismo, costituiscono un binomio inscindibile: non vi può essere vera libertà senza la giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà. Ecco, se a me socialista offrissero la realizzazione della riforma più radicale di carattere sociale, ma privandomi della libertà, io la rifiuterei, non la potrei accettare. Se il prezzo fosse la libertà, io questa riforma la respingerei. […] Ma la libertà senza giustizia sociale può essere anche una conquista vana. Si può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha un lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero. […] Questa non è la libertà che intendo io. »
Sandro Pertini

Ambizione, è un bene o un male?

Dall’origine dei tempi l’uomo ha sempre ambito di essere come Dio, questa ambizione se da una parte ci spinge a sapere sempre di più dall’altra ci porta spesso e volentieri a non riflettere sulle conseguenze a cui portano queste conoscenze, quindi l’ambizione è un pregio o una condanna?

Dal capitolo 3 della Genesi.
1 Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio. Egli disse alla donna: «E’ vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?».
2 Rispose la donna al serpente: «Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare,
3 ma del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete».
4 Ma il serpente disse alla donna: «Non morirete affatto!
5 Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male».
6 Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch’egli ne mangiò.
7 Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture.
8 Poi udirono il Signore Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno e l’uomo con sua moglie si nascosero dal Signore Dio, in mezzo agli alberi del giardino.
9 Ma il Signore Dio chiamò l’uomo e gli disse: «Dove sei?».
10 Rispose: «Ho udito il tuo passo nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto».
11 Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che eri nudo? Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?».
12 Rispose l’uomo: «La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato».
13 Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato».
14 Allora il Signore Dio disse al serpente: sii tu maledetto più di tutto il bestiame e più di tutte le bestie selvatiche; sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita.
15 Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno».
16 Alla donna disse: i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli. Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli ti dominerà».
17 All’uomo disse: «Poiché hai ascoltato la voce di tua moglie e hai mangiato dell’albero, di cui ti avevo comandato: Non ne devi mangiare, maledetto sia il suolo per causa tua! Con dolore ne trarrai il cibo per tutti i giorni della tua vita.
18 Spine e cardi produrrà per te e mangerai l’erba campestre.
19 Con il sudore del tuo volto mangerai il pane; finché tornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere tornerai!».
20 L’uomo chiamò la moglie Eva, perché essa fu la madre di tutti i viventi.
21 Il Signore Dio fece all’uomo e alla donna tuniche di pelli e le vestì.
22 Il Signore Dio disse allora: «Ecco l’uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell’albero della vita, ne mangi e viva sempre!».
23 Il Signore Dio lo scacciò dal giardino di Eden, perché lavorasse il suolo da dove era stato tratto.
24 Scacciò l’uomo e pose ad oriente del giardino di Eden i cherubini e la fiamma della spada folgorante, per custodire la via all’albero della vita.

Italofobia

Vi rendo omaggio Nicola e Bart
per sempre restino qui nei nostri cuori
il vostro estremo e finale momento
quell’agonia è il vostro trionfo.

Vanzetti, ebbe a dire rivolgendosi per l’ultima volta al giudice Thayer:
« Io non augurerei a un cane o a un serpente, alla più bassa e disgraziata creatura della Terra — non augurerei a nessuna di queste ciò che ho dovuto soffrire per cose di cui non sono colpevole. Ma la mia convinzione è che ho sofferto per cose di cui sono colpevole. Sto soffrendo perché sono un anarchico, e davvero io sono un anarchico; ho sofferto perché ero un Italiano, e davvero io sono un Italiano […] se voi poteste giustiziarmi due volte, e se potessi rinascere altre due volte, vivrei di nuovo per fare quello che ho fatto già. »

Il pregiudizio contro gli italiani (conosciuto come antitalianismo o  italofobia) è un fenomeno di discriminazione etnica contro gli italiani e l’Italia.
Il fenomeno è presente soprattutto nei paesi del Nordamerica (Stati Uniti d’America, Canada), dell’Europa centro-settentrionale (Germania, Svezia, Austria, Svizzera, Belgio, Francia, Regno Unito) e balcanici (Slovenia e una parte della Croazia). Le cause sono attribuite all’emigrazione italiana di massa avvenuta tra il XIX e il XX secolo, a eventi storici, soprattutto di natura bellica, o a ostilità nazionalistiche ed etniche.
Nel linciaggio di New Orleans (1891) furono linciati 9 italiani, tutti siciliani, accusati di aver ucciso il capo della polizia urbana.
Il massacro di Aigues-Mortes, nell’agosto del 1893, fu scatenato da un conflitto tra operai francesi e italiani (soprattutto piemontesi, ma anche lombardi, liguri, toscani) impiegati nelle saline di Peccais, che si trasformò in un vero e proprio eccidio con nove morti e un centinaio di feriti tra i lavoratori italiani. La tensione che ne seguì fece sfiorare la guerra tra i due Paesi.
A Tallulah (Louisiana), nel luglio del 1899 furono linciati 5 italiani (tre fratelli e altri due estranei alla vicenda), accusati di aver ferito il dottore del paese dopo che questi aveva ucciso una capra appartenente ai tre fratelli
In un tribunale dell’Alabama, nel 1922 (processo Rollins versus Alabama), una donna italiana venne dichiarata “non appartenente alla razza bianca”, criterio sul quale si fondò il giudizio della corte.
Durante il processo agli anarchici italiani Sacco e Vanzetti, avvenuto a Boston nel 1927, il pregiudizio contro gli immigrati (italiani) emerse con chiarezza e contribuì, pur non essendo il pregiudizio decisivo, alla loro condanna a morte.
A Kalgoorlie, in Australia Occidentale, nel 1934 le case abitate dai provenienti dal Sud Europa vennero incendiate e gli italiani, gli jugoslavi e i greci dovettero scappare dalla città.
In Istria e Dalmazia, tra il 1943 e il 1970, furono costretti all’esilio più di 300.000 italiani e ne furono uccisi tra i 15.000 e i 30.000.
Il sentimento anti-italiano in Svizzera si manifestò nel 1971 con l’uccisione dell’immigrato italiano Alfredo Zardini.
Il presidente statunitense Richard Nixon, durante la sua visita in Italia all’inizio degli anni settanta, dichiarò che gli italiani non solo si comportavano in modo diverso dagli altri europei, ma avevano anche un “odore” diverso.
La copertina della rivista tedesca Der Spiegel nel 1977, il periodo più acuto degli anni di piombo, mostrava la foto di un piatto di spaghetti conditi con sopra una pistola, in riferimento alla presenza del terrorismo in Italia. Fu replicata nel 2006, in occasione dei mondiali di calcio: l’intento era ironico, ma con sfumature razziste, vista la decontestualizzazione dell’immagine (originariamente riferita a fatti di violenza).
Nel 1990 all’appassionato di golf John A. Segalla, ricco imprenditore dello Stato del Connecticut, venne negata l’iscrizione a un prestigioso ed esclusivo circolo del golf a causa del cognome italiano. Per tutta risposta si costruì un proprio campo da golf nel 1993.
In una rivista giapponese del 2006 è apparsa una classifica intitolata Itaria-jin no ya-na tokoro besto ten (Le dieci cose peggiori degli italiani), che li descrive come bugiardi, ritardatari e irrispettosi delle regole.
Nel 2006 il quotidiano tedesco Die Zeit pubblica sulla versione on-line un articolo sulla qualificazione dell’Italia (a spese della Germania) alla finale dei Mondiali di calcio del 2006, titolandolo Mafia in Finale; l’intento è satirico, ma viene considerato offensivo e di cattivo gusto.
Il 10 ottobre 2007, in Germania, il Tribunale di Bückeburg ha ridotto da 8 a 6 anni di carcere la pena di un cameriere italiano riconosciuto colpevole di stupro, sequestro di persona e violenza di gruppo verso la sua ragazza. Nel formulare la sentenza si tenne anche in considerazione la sua origine sarda: “Si deve tenere conto delle particolari impronte culturali ed etniche dell’imputato. È sardo. Il quadro del ruolo dell’uomo e della donna, esistente nella sua patria, non può certo valere come scusante, ma deve essere tenuto in considerazione come attenuante”.
Nel 2008, in Germania, la catena di negozi Media Markt ha commissionato una serie di spot pubblicitari che hanno per protagonista un italiano vestito come un buzzurro(canottiera con stemma tricolore, occhiali da sole sulla fronte, catena d’oro al collo, baffetti neri e parlata maccheronica), che si comporta come un truffatore sempre pronto a turlupinare il prossimo compiacendosi dei suoi biechi sotterfugi. La macchietta appare molto simile al personaggio di Alberto Bertorelli, protagonista di una vecchia sit-com della BBC.
Nel 2009 nei canali televisivi olandesi è iniziato a girare uno spot che, per spronare i cittadini a studiare le lingue, mostrava un uomo olandese insultare tre pizzaioli italiani chiamandoli “pagliacci di pasta” (“pastapippo”), giacché li aveva sentiti mentre facevano apprezzamenti in italiano sulla figlia.
Nel 2012, a proposito del naufragio della Costa Concordia, il settimanale tedesco Der Spiegel sembra assumere Francesco Schettino a simbolo del modo di comportarsi degli italiani, provocando una replica di Alessandro Sallusti sul Giornale. Tuttavia si trattò di un fraintendimento, dovuto a una errata traduzione dell’articolo, che anzi invitava a non generalizzare tali eventi di cronaca.
Fonte: wikipedia

Tanto per non dimenticare come il resto del mondo ci vede, come ci tratta e cosa pensa di noi! Il cantante direbbe……. Qualsiasi cosa fai, ovunque te ne vai sempre pietre in faccia riceverai, sarà così finchè vivrai…
Poi i razzisti siamo noi…..

Prima guardia

In Italia negli ultimi tempi è iniziato un dibattito sulla necessità/utilità di re-introdurre una sorta di servizio civile obbligatorio per le nuove generazioni; la mia opinione al riguardo è a favore dell’introduzione di questo tipo di servizio che esso sia civile o militare perchè porta al completamento della formazione del cittadino, sempre che sia molto limitato nel tempo. Invece non sono d’accordo sul fatto che sia obbligatorio perchè anche la cosa più bella del mondo se ti obbligano a farla contro la tua volontà diventa la cosa più brutta, quindi sarebbe giusto trovare delle soluzioni che incentivano a farlo tanto da non poter rifiutare, ma lasciando comunque l’ultima decisione al ragazzo. Di seguito pubblico il testo della canzone dei Litfiba “prima guardia” a testimonianza di quello che provavano molti dei ragazzi che fino agli anni 90 erano obbligati a fare la naja, che magari in seguito ricordano quel periodo come uno degli anni più eccitanti mai passati, ma durante sentivano tutto il peso di un anno portato via senza poter opporsi.

Prima guardia

Torri come pere il silenzio è già passato
nei corridoi resta il fumo della prima guardia
Uomo col fucile il nemico è la tua naia
Sei prigioniero e resti solo a difenderti dal freddo
Nuoto nel nero dove sfioro le tue mani
Poi apro gli occhi steso in aria è la prima guardia
Esplode il mondo e resto solo dalle mani nasce un fiume

L’alba è un miraggio che m’esplode dentro
Mi scuserai se parlo una lingua diversa
Un anno è un secolo 365 croci
E la tua privazione mi taglia la testa

Uomo col fucile prigioniero della tua bandiera
Corri in tondo testa in fumo è la prima guardia
Torri come pere ma il nemico non esiste
Esplode il nulla e resto solo a difendermi dal buio

Grido l’allarme che m’esplode dentro
Perchè noi siamo al mondo problemi diversi
Un anno è un secolo 365 croci
E la tua privazione mi taglia la testa
Avevo una testa

Un anno è un secolo 365 croci
E la tua privazione mi taglia la testa
Grido l’allarme che m’esplode dentro
Perchè lo so che siamo problemi diversi
Lingue diverse

Trasforma il tuo fucile in un gesto più civile

Litfiba