Archivi categoria: località Italiane

San Leonardo de Siete Fuentes – Oristano –

Oggi vi vorrei proporre una località molto molto suggestiva della mia splendida regione, la Sardegna. San Leonardo di Siete Fuentes è una località vicino al comune di Santu Lussurgiu, molto più antico, probabilmente, delle notizie storiche che abbiamo, ricco di vegetazione e di fonti d’acqua. La magia, il fascino,la storia, un senso mistico ti travolge appena posi il piede in quel sito. Spero che le notizie che ho raccolto nella rete possano aiutarvi a farvi un bel quadro di questo meraviglioso sito religioso.

San Leonardo de Siete Fuentes o di Siete Fuentes (Santu Nenaldu in dialetto sardo) è una frazione del comune di Santu Lussurgiu, che prende nome dell’omonima chiesa e dalle sette fonti qui presenti.

Si trova a pochi chilometri dal capoluogo comunale, in direzione nord sulla S.P. 20. È situato a 684 m sul livello del mare. Nell’abitato risiedono stabilmente solo poche persone, ma si popola maggiormente nel periodo estivo.
L’abitato si sviluppò intorno alla chiesa omonima e all’antico ospedale. In quel periodo il territorio apparteneva al Giudicato di Torres che fra il 1127 e il 1182 era sotto la guida del Giudice Gonario II, che partecipò alla seconda crociata. All’estinzione della dinastia del Giudicato di Torres con la morte della Giudicessa Adelaide i suoi territori diventarono parte del Giudicato di Arborea e con essi la villa di San Leonardo. Dal XIII secolo appartenne ai Cavallieri di Malta.

La chiesa di San Leonardo, frazione di Santulussurgiu (Oristano), rappresenta una delle rare testimonianze visibili della presenza dei Cavalieri Templari in Sardegna.
Originariamente la tenuta si trovava a quasi 700 metri di altitudine, in una zona ricca di sorgenti di acque minerali e fu probabilmente questo, insieme alla salubrità dell’aria, che portò i Templari a insediarsi proprio in questa zona. In relazione a questo fatto è da considerarsi anche che la Sardegna, durante il Medioevo, era una terra inospitale per via delle numerose paludi costiere, in questo senso San Leonardo sorgeva in una posizione privilegiata.
Quello che rimane oggi è la piccola chiesa con annesso l’edificio dell’ospedale che appartiene ancora ai Cavalieri di Malta. La struttura è discretamente conservata e subì degli ampliamenti durante il XIII e il XIV secolo. La facciata presenta due porte d’ingresso delle quali una, la più antica, è stata murata; sul fianco destro della chiesa spiccano due croci di Malta mentre una terza croce si trova sulla campana di bronzo.
Ancora oggi la chiesa di San Leonardo de Siete Fuentes è meta di pellegrinaggi in onore del santo.
Nel XII secolo l’intero complesso venne affidato ai monaci benedettini i quali gestivano altri due edifici annessi: un ospedale e un oratorio; quando subentrarono i Templari, il primitivo insediamento divenne una fiorente precettoria con annesse vaste e ricche proprietà nei dintorni.
Tra le tante storie che si narrano intorno a questo sito, forse quella più aderente alla realtà storica riguarda Guelfo della Gherardesca, uno dei figli superstiti del Conte Ugolino, la cui famiglia aveva vasti possedimenti nell’isola.
Quando Guelfo seppe dell’uccisione del padre e dei fratelli, levò le armi contro le milizie pisane e catturò uno dei colpevoli, Giovanni Gubatta.
L’uomo venne trascinato nel castello di Monreale, le cui rovine si possono scorgere sopra un’altura del Campidano, presso Sàrdara, e venne strangolato dallo stesso Guelfo.
Sconfitto dai pisani, Guelfo della Gherardesca vagò per tutta la Sardegna fino a quando non trovò rifugio proprio nel convento di San Leonardo de Siete Fuentes, dove terminò o suoi giorni.

Peschiera del Garda.

Peschiera del Garda (Peschiera o Pischéra in veneto) è un comune italiano di 10 354 abitanti della provincia di Verona in Veneto. È il comune più occidentale della regione e il territorio comunale confina con le province di Brescia e Mantova.
Nel comune sono localizzati tre degli antichi insediamenti sulle alpi, dal 2011 nell’ elenco del patrimonio dell’umanità dell’Unesco.
La Storia.
Grazie alla sua particolare collocazione geografica di collegamento tra l’area alpina e la pianura padana, Peschiera ha giocato nel corso della storia un ruolo di rilevante importanza. Già da allora l’area era al centro di scambi e commerci.
I primi insediamenti in quest’area sono datati intorno all’età del Bronzo, di cui rendono testimonianza alcuni siti palafitticoli e diversi reperti archeologici. Sono stati riconosciuti almeno sette villaggi palafitticoli, I due più importanti sono denominati Imboccatura del Mincio e Bacino Marina dove furono trovati in abbondanza materiali ceramici, andati persi quasi tutti, e in metallo. Il periodo del ritrovamento, dal 1851, fu in coincidenza del rinforzo dei bastioni da parte degli austriaci, come austriaci furono i primi rilievi fatti da Keller e dall’archeologo barone von Sacken.
Peschiera ha dato il nome ad un periodo cronologico recente dell’età del Bronzo: Peschiera-Zeit
La città romana, dal nome di Arilica, era situata nell’attuale centro storico ed era un vicus, soggetto come Verona alla tribù Poblilia, sulla via Gallica. Plinio il Vecchio, riguardo alla città, descrive l’abbondanza del pescato complice l’uscita dell’acqua dal lago verso il fiume Mincio:
« Lacus est Italiae Benacus in Veronensi agro Mincium amnem tramittens, ad cuius emersus annuo tempore, Octobri fere mense, autumnali sidere, ut palam est, hiemato lacu, fluctibus glomeratae volvuntur in tantum mirabili multitudine ut in excipulis eius fluminis ob hoc ipsum fabricatis singularum milium reperiantur globi. »
Sembra che lo stemma comunale nasca proprio da queste condizioni favorevoli, due anguille d’argento con una stella d’oro. Nei pressi di Peschiera, verso Salionze, una tradizione tuttavia poco attendibile riporta che il papa Leone I abbia fermato Attila, senza armi, sul guado del Mincio nel 491 dopo una campagna di conquista e distruzione in cui fu rasa al suolo Aquileia. È attorno all’VIII-IX secolo che Arilica cambiò nome in Peschiera. Pare che durante la catastrofica invasione degli Ungari (899), Peschiera abbia permesso allo sconfitto re d’Italia Berengario I di sopravvivere e riprendere il proprio ruolo.
Peschiera fu una delle località interessate dalle vicende umane e storiche che si svolsero tra l’XI secolo e il XIII secolo e dalle numerose proprietà che videro protagonisti i vari componenti della famiglia degli Ezzelini. Proprietà che furono certosinamente accertate, censite e documentate dopo la loro definitiva sconfitta avvenuta nel 1260.
Dopo di allora la città fu legata nei destini a filo doppio con Verona. Nel 1262 con l’elezione a Capitano del Popolo del futuro Mastino I della Scala (Leonardino), Peschiera diventò un punto vitale per la Signoria Scaligera, con un breve intervallo iniziale sotto il dominio del sanguinario Ezzelino da Romano. Tantoché la fine della signoria fu frutto anche della caduta della città nel 1387 per mano di Gian Galeazzo Visconti signore di Milano e figlio di Regina della Scala. La Repubblica Veneta entrò in possesso di Peschiera nel 1440 per mano di Francesco Sforza, al soldo della Repubblica di Venezia. La parte più importante delle mura fu eretta a partire dal 1549 su progetto di Guidobaldo della Rovere, duca di Urbino, vi furono anche progetti di Michele Sammicheli e Anton Maria Lorgna. Peschiera è una una città murata con la presenza stratificata di molti progetti fin dal VI secolo; possiede quindi un sistema di mura fra i più completi in Italia che ha mantenuto la caratteristica di essere circondata dall’acqua. Il fatto di essere una città militare comportava aspetti diversi, fra cui le servitù militari che, sempre più pesanti, strozzavano e indirizzavano l’economia verso canali via via più stretti.
Nel 1815, al Congresso di Vienna, passò al Regno Lombardo-Veneto. Entro così a far parte del poderoso sistema difensivo del Quadrilatero. Fu conquistata dai piemontesi il 30 maggio 1848, ma passò all’Italia solo nel 1866 con il trattato di Praga, dopo la III guerra d’indipendenza. Il passaggio all’Italia avvenne con una triangolazione: l’Austria cedette il Veneto alla Francia che subito lo passò all’Italia.
Il comune fu denominato fino al 1930 Peschiera sul Lago di Garda.

Wikipedia.

Alessandria

alessandria_012_panorama

alessandria-panorama

cittadella-alessandria

Come avete potuto vedere nell’articolo scritto da S. di Santarosa Alessandria è stata una città molto importante nei primi moti risorgimentali, di seguito avrete qualche piccola informazione su questa importante cittadina piemontese.

Alessandria; Lissandria in piemontese, Lissändria in dialetto alessandrino, Alexandria Statiellorum o Alexandria a Palea in Latino) è un comune italiano di 93.861 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia. È il terzo comune del Piemonte per popolazione e il primo per superficie. La città è collocata al centro del triangolo Torino-Milano-Genova, costituendo quindi un nodo di interscambio importantissimo per le tre città e per le regioni di cui queste fanno parte.

La città di Alessandria si fondò in un primo momento dall’unione demica di Gamondium (Gamondio), Marenghum (Marengo) e Bergolium (Bergoglio). Questo si evince nel testo dei reclami contro Cremona del 1184 dell’imperatore Federico ove indica i promotori ed autori della fondazione della nuova città: “de tribus locis, Gamunde vicelicet et Meringin et Burgul”. Non è descritto il nome del luogo dell’incontro, anche se pare già indicato con una certa precisione nella specificazione del sito sul Tanaro dove il trasferimento fu più breve: Bergoglio. Ai tre luoghi citati si aggiunsero in seguito Roboretum (Rovereto), Solerium (Solero), Forum (Villa del Foro), Vuilije (Oviglio) e Quargnentum (Quargnento). In questo le popolazioni furono supportate, economicamente, dalla “Superba” e dai comuni della Lega Lombarda in contrasto con il marchesato del Monferrato, principale alleato di Federico Barbarossa.

La data ufficiale di fondazione di Alessandria è il 3 maggio 1168, anche se in quel momento ha già raggiunto una configurazione topografica, urbanistica ed amministrativa definita. Il nome “Alessandria”, confermato in seguito, sarà assunto in onore di Papa Alessandro III, ampio sostenitore delle azioni della Lega Lombarda contro il Sacro Romano Impero e che aveva scomunicato Federico Barbarossa.

Il 29 ottobre 1174 Alessandria subì un attacco delle forze imperiali che avevano già espugnato nei mesi precedenti Susa ed Asti e che però rimasero bloccate di fronte al fossato che circondava la città: cominciò così un lungo assedio che terminò il 12 aprile 1175, Venerdì santo, con la resa degli uomini del Barbarossa. Nel 1183 dopo la Pace di Costanza e su ordine dell’Impero, la città assunse il nome di Cesarea, mantenendolo però per un breve periodo. Nel 1198 divenne Libero comune.

Il 10 marzo 1821 l’insurrezione partì da Alessandria. La città per la sua importanza strategica, era il perno intorno a cui dovevano ruotare le operazioni della congiura ed è lì che i patrioti iniziarono a convergere da ogni parte. La scintilla partì proprio dai dragoni del re sabaudo. Promotore del moto costituzionale, Giacomo Garelli, un ex ufficiale dell’esercito napoleonico. Il comandante Isidoro Palma comandante della Brigata Genova, occupò la cittadella nella notte tra il 9 e il 10 marzo con Dragoni del Re, insieme alla Brigata Genova e a un gruppo di volontari armati; il capitano delle porte fu costretto a consegnare le chiavi e venne arrestato il comandante. Guglielmo Ansaldi, comandante in seconda della Brigata Genova, proclamava la liberale Costituzione di Spagna, e sul pennone si innalzò la bandiera tricolore. All’alba del giorno seguente le artiglierie annunciarono la vittoria della libertà: la bandiera tricolore sventolava sulle torri del forte e si creò un comitato governativo provvisorio.

È l’episodio che Giosuè Carducci descrive nei versi di Piemonte, in Rime e Ritmi: «Innanzi a tutti, o nobile Piemonte, quei che a Sfacteria dorme e in Alessandria diè a l’aure primo il tricolore, Santorre di Santarosa». Durante il Risorgimento, Alessandria fu un importante centro liberale. Nell’ottobre 1859 fu scelta come capoluogo di provincia di una delle prime quattro province piemontesi, per una fetta di territorio che comprendeva anche l’astigiano. Il 25 luglio 1899 diventò la prima città italiana capoluogo di provincia ad essere governata da una Giunta a maggioranza socialista: quel giorno venne infatti eletto sindaco della città l’orologiaio Paolo Sacco.

wikipedia.

Porto Venere

trip-portovenere

portovenere-4b

portovenere

Porto Venere

Porto Venere, Portovénere in ligure, Portivène nella variante locale, scritto anche Portovenere, è un comune italiano di 3.630 abitanti della provincia della Spezia in Liguria. Per la sua estensione territoriale urbana è il comune più piccolo della provincia spezzina.

Nel 1997 Porto Venere, insieme alle isole Palmaria, Tino, Tinetto e alle Cinque Terre è stato inserito tra i patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

Il toponimo Portovenere è conosciuto internazionalmente come la variante più diffusa, nonostante lo stesso statuto comunale, in virtù della tradizione storica consolidata, preveda la forma staccata del toponimo (Porto Venere) in tutti gli atti e documenti comunali ufficiali; l’Istituto nazionale di statistica (ISTAT), ente capofila e di rilevazione per lo Stato italiano, trascrive invece nei suoi documenti e censimenti la forma attaccata.
Monumenti e luoghi d’interesse.

Il santuario della Madonna Bianca
Architetture religiose.
Chiesa parrocchiale di San Lorenzo-santuario della Madonna Bianca nel capoluogo. La chiesa venne eretta dai Genovesi nel XII secolo, in stile romanico, e in seguito restaurata ed ampliata con importanti cambiamenti tra il 1494 e il 1582. Conserva opere d’arte, arredi e oggetti sacri databili al XIV e XVI secolo.
Chiesa di San Pietro nel capoluogo. Eretta tra il V secolo e il XIII secolo in stile gotico genovese, è arroccata sulla roccia del promontorio delle Bocche di Porto Venere. La chiesa di San Pietro è il “cristiano tempio” citato da Eugenio Montale in una suggestiva poesia, dedicata a Porto Venere.
Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista nella frazione di Fezzano. Edificata nel 1740 a unica navata, presenta diversi altari barocchi e un organo monumentale del genovese Filippo Piccaluga.
Santuario-chiesa parrocchiale di Nostra Signora delle Grazie nella frazione delle Grazie.
Abbazia di San Venerio sull’Isola del Tino. Il primo impianto religioso fu edificato nel VII secolo a cui seguì un nuova edificazione nell’XI secolo. Abbandonata nel XV secolo, è oggi sede di un piccolo museo archeologico dove sono conservati oggetti e manufatti dell’epoca romana e della vita monastica.
Ruderi sull’Isola del Tinetto di un oratorio paleocristiano e di una chiesa risalente all’XI secolo, forse legata al culto di san Venerio, e con modifiche strutturali databili al XII e XIII secolo. Sempre sul Tinetto, nella zona d’approdo a levante dell’isola, è presente un sacello del V o VI secolo.
Architetture civili.

La porta e le mura del centro storico
Ex complesso conventuale di San Francesco, oggi sede del municipio e di alcune abitazioni private.
Torre e porta del centro storico di Porto Venere. Collegata alla cinta muraria che sale al castello Doria, la medievale porta d’accesso al borgo vecchio reca l’iscrizione Colonia Januensis 1113, datazione d’inizio della dominazione repubblicana genovese. A sinistra di essa sono presenti due misura di capacità genovesi risalenti al 1606. La vicina torre, del 1161, con paramento a bugnato, presenta bifore e trifore.
Faro di San Venerio presso l’isola del Tino, edificato nel 1839 ed entrato in funzione nel 1840.
Architetture militari

Il castello Doria, le mura, le torri. A sinistra dell’immagine il campanile del santuario della Madonna Bianca
Castello Doria di Porto Venere. La fortezza è situata su un’altura rocciosa dominante il borgo marinaro ed è considerata una delle più maestose architetture militari edificate dalla Repubblica di Genova nel levante ligure. Edificato nel 1161, fu al centro di nuovi e successivi lavori di ampliamento e di rimodernamento tra i secoli XV e il XVII.
Forte Cavour. Situato sulla vetta dell’isola della Palmaria, l’opera fu portata a compimento nel 1861, su disegno del Genio del Regno di Sardegna, anche se già esisteva un analogo progetto difensivo durante la dominazione napoleonica. Di proprietà militare la fortezza, in abbandono, non è visitabile.
Forte Umberto I. Voluto dal Regno d’Italia, è situato nella punta nordorientale della Palmaria. La fortezza verrà realizzata tra il 1887 e il 1890 ed è di proprietà della Provincia della Spezia che, dopo un restauro, ne ha fatto la sede di un centro culturale legato al mare con spazi espositivi, congressuali e laboratori didattici nel campo dell’archeologia subacquea e della scienza marina.
Fortezza del Varignano. Situato all’estremità della punta che separa il seno delle Grazie da quello del Varignano, la fortezza, già lazzaretto in epoca genovese (1724), dalla seconda guerra mondiale ospita il Comando subacquei ed incursori (Raggruppamento Subacquei ed Incursori “Teseo Tesei”) della Marina Militare.
Batteria Semaforo sull’isola della Palmaria. La stazione semaforica fu installata dalla Regia Marina negli anni trenta del XX secolo sul luogo dove, in epoca repubblicana genovese, insisteva una torre d’avvistamento circolare contro le incursioni piratesche; i dati meteo marini della stazione registrarono dal 1932 al 1962 e pubblicati dall’Istituto Idrografico della Marina.
Torre Scola, realizzata nel XVII secolo dalla repubblica genovese presso la punta Scola, a nord est della Palmaria.
Siti archeologici
Villa romana del Varignano, presso la frazione delle Grazie, risalente al I secolo a.C.
Aree naturali
Tra i luoghi naturali del territorio di Porto Venere celebri sono le grotte marine Byron (cala dell’Arpaia), Azzurra (semi sommersa) e del Tinetto; la cavità dei Colombi e la parete del Tino; la secca di Dante e le cale Piccola e Grande. La grotta Byron – dal nome del poeta inglese George Gordon Byron che in questo luogo traeva ispirazione e meditazione per le sue opere letterarie – è situata presso lo sperone di roccia sottostante la chiesa di San Pietro e l’antica postazione difensiva; la cavità marina ha una profondità minima di cinque metri e una massima di venti lungo il fianco.

wikipedia

Ferrara

Ferrara è un comune italiano di 132 459 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia in Emilia-Romagna. L’area metropolitana della città, individuata con la metodologia del Functional Urban Regions, conta circa 265 000 abitanti.

La città è situata nella zona del delta del fiume Po, il centro storico è circa 6 km a sud del ramo principale del fiume, mentre un ramo meridionale del delta, il Po di Volano, delimita la città medioevale con la sua cinta muraria, separandola dall’ancor più antico borgo di San Giorgio. I quartieri moderni a nord si estendono oggi fino al Po, includendo la località Pontelagoscuro. Il territorio è interamente pianeggiante, con un’altitudine compresa tra 2,4 m e 9 m s. l. m., e superficie di 405,16 km².

Ferrara è erede di un importante patrimonio culturale del Rinascimento, epoca in cui era capitale di un ducato indipendente sotto la signoria degli Este, e si era sviluppata in un centro artistico e universitario di livello europeo, in cui hanno vissuto personalità come i poeti Ludovico Ariosto e Torquato Tasso, gli scienziati Niccolò Copernico e Paracelso, gli artisti Andrea Mantegna e Tiziano, i letterati Giovanni Pico della Mirandola e Pietro Bembo.

È anche una città di grande interesse urbanistico in quanto durante il Rinascimento vi furono realizzate le prime grandi progettazioni urbanistiche della storia europea moderna, il più noto dei quali è l’Addizione Erculea, commissionata nel 1484 dal duca Ercole I d’Este all’architetto Biagio Rossetti. La nuova parte della città viene chiamata Arianuova, sia per la sua collocazione esterna al vecchio asse del castello medievale, sia perché connotata fino alla fine del XIX secolo da ampie aree verdi prive di edifici, dette “orti e giardini”, interne alle nuove possenti mura rossettiane. Grazie a quest’opera architettonica Ferrara viene considerata dagli studiosi la prima città moderna d’Europa.

L’UNESCO le conferisce il titolo di patrimonio mondiale dell’umanità per la prima volta nel 1995 come città del Rinascimento e successivamente, nel 1999, riceve un ulteriore riconoscimento per il delta del Po e per le delizie estensi. Ferrara inoltre è una dei 4 capoluoghi di provincia (assieme a Bergamo, Lucca e Grosseto), il cui centro storico è rimasto quasi completamente circondato dalle mura che, a loro volta, hanno mantenuto pressoché intatto il loro aspetto originario nel corso dei secoli. Ferrara, con Pisa e Ravenna, è anche una delle prime città del silenzio citata nelle Laudi di Gabriele D’Annunzio.

Ferrara è antica sede universitaria (Università degli Studi di Ferrara) e sede arcivescovile (arcidiocesi di Ferrara-Comacchio). Ospita importanti centri culturali: la Pinacoteca Nazionale di palazzo dei Diamanti, il museo Archeologico Nazionale, il museo del Risorgimento e della Resistenza, il museo d’arte moderna e contemporanea Filippo de Pisis, il museo della Cattedrale, il museo Giovanni Boldini, il museo dell’ebraismo italiano e della Shoah e numerosi altri musei.

La città contemporanea poggia su un’economia basata sulla produzione agricola e industriale che ne fanno un centro di primaria importanza grazie alla presenza di numerosi impianti industriali presenti nell’area del petrolchimico e della piccola e media impresa. I settori più rappresentativi sono quelli dell’industria chimica, dell’industria metalmeccanica, dell’elettrotecnica e dell’industria tessile e alimentare. Inoltre le reti stradali e ferroviarie la inseriscono all’interno del circuito commerciale sia regionale che nazionale grazie alla presenza di adeguate infrastrutture come l’autostrada A13, lo scalo merci della stazione ferroviaria e gli scali portuali situati a Pontelagoscuro che collegano la città al fiume Po e al mare Adriatico.

wikipedia

fer

fer1

fer2

L’Aquila

width="300"
58-m
laquila_citta_005_forte_spagnolo

L’Aquila ( precedentemente Aquila fino al 1863 e Aquila degli Abruzzi fino al 1939) è un comune italiano di 69.753 abitanti, capoluogo dell’omonima Provincia e della regione Abruzzo.

Situata sul declivio di un colle, alla sinistra del fiume Aterno in posizione predominante rispetto al massiccio del Gran Sasso d’Italia, conta una presenza giornaliera sul territorio di quasi 100.000 persone per studio, attività terziarie, lavoro e turismo. La città è sede di Università e di enti ed associazioni che la rendono vivace sotto il profilo culturale.

L’Aquila è posta nell’entroterra abruzzese e possiede una superficie comunale di 467 km² che, su scala nazionale, la pone al nono posto per ampiezza. È divisa in 59 tra quartieri e frazioni. Parte del territorio comunale è compresa nel Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, ed alcuni punti superano abbondantemente i 2.000 metri di quota.

Siena

il-chiostro-del-carmine_12_siena-centro_-_chiostro_del_carmine

siena5

Siena è un comune italiano di 53.903 abitanti[3], capoluogo dell’omonima provincia in Toscana.

La città è universalmente conosciuta per il suo ingente patrimonio storico, artistico, paesaggistico e per la sua sostanziale unità stilistica dell’arredo urbano medievale, nonché per il celebre Palio.

Nel 1995 il suo centro storico è stato inserito dall’UNESCO nel Patrimonio dell’Umanità.

Nella città ha sede la Banca Monte dei Paschi di Siena, fondata nel 1472 e dunque la più antica banca in attività nonché la più longeva al mondo.

Pescara

Risultati immagini per pescara

Risultati immagini per pescara

Risultati immagini per pescara

 

 

Pescara (IPA: [pesˈkaːra], pronuncia, Pescàrë o Piscàrë in pescarese) è un comune italiano di 120 965 abitanti[5], capoluogo dell’omonima provincia in Abruzzo. È la città più popolosa dell’Abruzzo ed è insieme con L’Aquila sede degli uffici del Consiglio, della Giunta e degli Assessorati regionali. La città è il principale centro di una conurbazione che tra i soli comuni confinanti comprende circa 286 000 abitanti, e si trova al centro di una più grande area metropolitana, comprendente numerosi comuni ed estesa su tre province, nella quale vive più di un terzo della popolazione della regione Abruzzo.

Nettuno (Roma)

Risultati immagini per nettuno roma

Risultati immagini per nettuno roma

Risultati immagini per nettuno roma

 

Nettuno è un comune italiano di 48 974 abitanti, della città metropolitana di Roma Capitale, nel Lazio.

Affacciata sul mar Tirreno, rappresenta la diretta continuatrice storica dell’antica città di Antium, luogo termale e di villeggiatura al tempo dei Romani.

In seguito, dal Medioevo fino all’Unità d’Italia, Nettuno fu il feudo di diverse casate del Lazio, mentre durante il fascismo fu unita in un’unica amministrazione comunale (Nettunia) con la limitrofa Anzio.

Termoli – Campobasso –

Risultati immagini per termoli

Risultati immagini per termoli

Risultati immagini per castello svevo termoli

 

Termoli (Térmele in dialetto molisano) è un comune italiano di 33.739 abitanti della provincia di Campobasso in Molise.

Per popolazione è il secondo della provincia e della regione dopo Campobasso. Si caratterizza per la presenza di un promontorio sul quale sorge l’antico borgo marinaro, delimitato da un muraglione che cade a picco sul mare. La città si estende oggi sulla costa e verso l’interno, ma il suo centro propulsore è il promontorio sul mare Adriatico, sede del caratteristico Borgo Antico, topograficamente diviso dal resto della città dalle mura di contenimento e dal castello.