La stretta strada del Signore

Oggi come tema di riflessone voglio proporvi un brano della Genesi in cui Dio mette alla prova la fede di Abramo, buona lettura.

1 Dopo queste cose, Dio mise alla prova Abramo e gli disse: «Abramo, Abramo!». Rispose: «Eccomi!». 2 Riprese: «Prendi tuo figlio, il tuo unico figlio che ami, Isacco, va’ nel territorio di Moria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò». 3 Abramo si alzò di buon mattino, sellò l’asino, prese con sé due servi e il figlio Isacco, spaccò la legna per l’olocausto e si mise in viaggio verso il luogo che Dio gli aveva indicato. 4 Il terzo giorno Abramo alzò gli occhi e da lontano vide quel luogo. 5 Allora Abramo disse ai suoi servi: «Fermatevi qui con l’asino; io e il ragazzo andremo fin lassù, ci prostreremo e poi ritorneremo da voi». 6 Abramo prese la legna dell’olocausto e la caricò sul figlio Isacco, prese in mano il fuoco e il coltello, poi proseguirono tutt’e due insieme. 7 Isacco si rivolse al padre Abramo e disse: «Padre mio!». Rispose: «Eccomi, figlio mio». Riprese: «Ecco qui il fuoco e la legna, ma dov’è l’agnello per l’olocausto?». 8 Abramo rispose: «Dio stesso provvederà l’agnello per l’olocausto, figlio mio!». Proseguirono tutt’e due insieme; 9 così arrivarono al luogo che Dio gli aveva indicato; qui Abramo costruì l’altare, collocò la legna, legò il figlio Isacco e lo depose sull’altare, sopra la legna. 10 Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio. 11 Ma l’angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: «Abramo, Abramo!». Rispose: «Eccomi!». 12 L’angelo disse: «Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli alcun male! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio». 13 Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete impigliato con le corna in un cespuglio. Abramo andò a prendere l’ariete e lo offrì in olocausto invece del figlio. 14 Abramo chiamò quel luogo: «Il Signore provvede», perciò oggi si dice: «Sul monte il Signore provvede». 15 Poi l’angelo del Signore chiamò dal cielo Abramo per la seconda volta 16 e disse: «Giuro per me stesso, oracolo del Signore: perché tu hai fatto questo e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio, 17 io ti benedirò con ogni benedizione e renderò molto numerosa la tua discendenza, come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; la tua discendenza si impadronirà delle città dei nemici. 18 Saranno benedette per la tua discendenza tutte le nazioni della terra, perché tu hai obbedito alla mia voce».
19 Poi Abramo tornò dai suoi servi; insieme si misero in cammino verso Bersabea e Abramo abitò a Bersabea.
20 Dopo queste cose, ad Abramo fu portata questa notizia: «Ecco Milca ha partorito figli a Nacor tuo fratello»: 21 Uz, il primogenito, e suo fratello Buz e Kamuèl il padre di Aram 22 e Chesed, Azo, Pildas, Idlaf e Betuèl; 23 Betuèl generò Rebecca: questi otto figli partorì Milca a Nacor, fratello di Abramo. 

Pula

Oggi per la categoria località Italiane vi propongo alcune notizie del comune di Pula in Sardegna che non solo ha spiagge da sogno ma anche una ricca e antica storia.

Pulaè un comune italianodi 7 305 abitantidella città metropolitana di Cagliariin Sardegna, situato a sud-ovest del capoluogo.

Pula sorge nelle vicinanze dell’antica città di Nora, fondata secondo la leggenda dagli Ibericondotti in Sardegna da Norace. L’antico centro urbano fu edificato dai fenici intorno all’VIII secolo a.C. probabilmente su preesistenti insediamenti nuragici di cui rimangono alcune testimonianze. Passò nei secoli successivi prima ai punici e poi ai romani che la elevarono per un breve periodo a capitale della provincia di Sardegna e Corsica, per poi cedere la carica alla vicina Caralis (odierna Cagliari). Dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente, a causa delle continue scorrerie, prima da parte dei vandali e in seguito dei pirati saraceni, la città di Nora, analogamente a molte altre città costiere sarde, cessò di esistere a partire dall’VIII secolo d.C. Circa.

Nel medioevo il villaggio di Padulis de Nura (Palude di Nora), sorto nei pressi dell’antica città di Nora attorno all’anno 1000, fece parte del giudicato di Cagliari, nella curatoria di Nora,di cui fu capoluogo fino alla decadenza di Nora; successivamente passò alla curatoria di Capoterra. Alla caduta del giudicato (1258) passò alla famiglia pisana Della Gherardesca. Dopo la morte del conte Ugolino, avvenuta nel 1289, e la fallita rivolta dei figli, fu amministrata dal comune di Pisa. Nel 1324 avvenne la conquista aragonese, e gli aragonesi la inglobarono nei possedimenti della corona.

Durante le guerre tra il giudicato di Arborea e il Regno di Sardegna (13651409) la villa venne occupata più volte dalle armate arborensi. Tornato definitivamente in mano aragonese, il villaggio, ormai pressoché disabitato, fu infeudato alla potente famiglia iberica dei Carroz.

Tra XVI e XVII secolo gli spagnoli edificarono lungo la costa tre torri d’avvistamento in funzione anti-barbaresca.

Intorno al 1363 il feudo venne incorporato, col nome di San Pietro Pula, nella contea di Quirra, trasformata in marchesato nel 1603 e feudo dei Centelles. I Centelles, nuovi feudatari, a partire dal 1630 ne favorirono il ripopolamento. La ripresa demografica non durò però a lungo; l’epidemia di peste del 1652 decimò la popolazione (che doveva inoltre difendersi dalle continue incursioni dei pirati barbareschi) e il nascente borgo si spopola nuovamente. Nel 1674 il territorio passò ai Borgia di Gandia e da questi ai Català nel 1726. Nel XVIII secolo il paese torna a nuova vita grazie alle iniziative dei frati mercedari e all’afflusso nella zona di agricoltori e pastori.

Nel 1839, in epoca sabauda, con la fine del sistema feudale, Pula venne riscattata all’ultimo feudatario, Filippo Osorio, e divenne comune del Regno di Sardegna e poi del Regno d’Italia dal 1861.

Nel promontorio di capo di Pula sorgono i resti dell’antica città fondata dai fenici, che con tutta probabilità è il primo e più importante centro sull’isola.

I resti furono scoperti casualmente, quando una violenta mareggiata rimise in luce una parte dell’edificio funerario del tophet. Le scoperte eccezionali si susseguirono, il ritrovamento più eclatante fu senz’altro il teatro, probabilmente anche per le sue buone condizioni di conservazione. Quest’opera viene attualmente utilizzata per un’interessante rassegna culturale.

Poco distante, una singola colonna indica il tempio romano e adiacente ad esso il Foro, centro sociale ed economico della città. Non lontano si trova il tempio dedicato alla dea Tanit, supposizione avanzata dal ritrovamento di una pietra piramidale, che raffigurerebbe la divinità.

Un edificio molto interessante è senza dubbio il complesso termale, i cui soli ruderi danno l’idea dell’imponenza della struttura.

Fonti: Wikipedia