San Cassiano

In questo pezzo il De Amicis continua la descrizione della battaglia di Solferino, nel particolare la conquista dei francesi del borgo di San Cassiano.

E’ un’ora e mezzo. Napoleone ordina che si prosegua a dar dentro nel mezzo della fronte nemica. La brigata Maneque della guardia ributta gli Austriaci dalle alture delle Case del Monte. La divisione Bazaine, riordinata in furia, si getta alle spalle del 5° corpo, che si ritira verso Pozzolengo. La divisione Forey va oltre, in forma di sostegno, dietro la guardia imperiale. La divisione Ladmirault, decimata e sfinita, si riposa nel villaggio di Solferino. In questo mezzo il maresciallo Mac Mahon, congiunto alla guardia, si volge contro San Cassiano. Due batterie della guardia preparano l’assalto cannoneggiando con fierissima foga il villaggio. Il Mac Mahon dà il segnale: una colonna di bersaglieri algerini si getta impetuosamente sulla sinistra, il 15° fanteria sulla destra, segue una zuffa breve, ma fiera, e San Cassiano viene in potere dei Francesi. Al di là di San Cassiano s’innalza il monte Fontana, erto e difficile, fatto a modo di una scalinata d’alture, e tenuto da quattro reggimenti austriaci, preparati a forte difesa. Sul primo rialzo del monte sorge una specie di ridotto, da cui vien giù una pioggia di palle. Il Mac Mahon comanda l’assalto: è cosa di istanti: l’eco del grido “ Viva l’Imperatore!” non è spento ancora, e già sul ridotto, coronato dalla artiglieria della guardia, sventolail vessillo degli Algerini.
Il Mac Mahon s’arresta per dar tempo alla guardia imperiale di giungere sulla linea.

E. De Amicis: Ricordi del 1870-71

Solferino

Nel pezzo odierno E. De Amicis ricostruisce gli eventi salienti della battaglia di Solferino.

Sono le dieci e mezzo. Napoleone, di sulle alture occupate dal I corpo, medita il campo di battaglia e risolve. La vittoria è al centro, bisogna sfondare il centro per far piegare le ali, bisogna cacciare gli Austriaci dal colle di Solferino. La brigata Alton, non ancora provata, ordinata in colonne d’assalto, s’avanza; quattro pezzi d’artiglieria l’accompagnano; il generale Forey la conduce. Si va ad assalire la torre, si va a morire, ma su quella vetta sta la vittoria; l’Imperatore è là e vede, e con lui, la Francia e il mondo.
La brigata Alton si slancia sulla destra della torre, risoluta e serrata; gli ufficiali si volgono ai soldati: “Coraggio!”. I soldati si cacciano sotto a capo basso, salgono, sono già sun un buon tratto, ordinati ancora, e salgono…… All’improvviso una tempesta orribile di mitraglia, di palle di cannone e fucilate, da sinistra, da destra, di fronte, si rovescia sugli assalitori, squarcia le prime file delle colonne, sparge la salita di morti, di membra lacerate e di sangue. Tutta la brigata, alla vista di quell’eccidio miserabile, si rimescola e vacilla, e leva al cielo uno spaventevole grido.
“ Avanti le guardie imperiali!”
La guardia imperiale si avanza; era là presso; già aveva ricevuto l’ordinedi venire in aiuto del corpo del Baraguay d’Hilliers. Napoleone manda ora a dire al maresciallo Saint Jean d’Angely che spinga innanzi la divisione Camou. La voce si sparge per il campo: la guardia imperiale si avanza, il fiore del sangue francese, l’ultima schiera, che viene a vincere o a morire; la schiera sacra dei momenti supremi, incoronata dagli allori di cento battaglie, circonfusa di maestà e di terrore, splendida dell’ultimo raggio di sole di Waterloo; formidabile, venerata, solenne: la guardia imperiale si avanza.
La divisione Camou si divide, la brigata Picard verso le alture di sinistra, la brigata Maneque in aiuto del Forey, contro gli Austriaci che scendono da Casa del Monte. Il Maneque ha diviso le sue forze in quattro colonne di battaglione. Orsù! Le brigate Hoditz e Reznitchek aspettano, zaini a terra, baionette in canna, e avanti. Fanteria e artiglieria austriacainfuriano dall’alto; i quattro battaglioni della guardia, lasciandosi dietro quattro larghe strisce di caduti, salgono, saldi e chiusi, e quanto più fulminati, più fieri. Eccoli al punto, giù le baionette, all’assalto! “ Viva l’Imperatore! Viva la Francia!”. Gli Austriaci piegano, sulle alture di Forco e Pellegrino sfolgorano le baionette della brigata Maneque. In quel puntoil battaglione Cacciatori della guardia gira intorno al villaggio di Solferino, lo assale, vi penetra, e caccia il nemico pigliandogli una bandiera, otto cannoni, e cento prigionieri.
Intanto il generale Forey, soccorso da due battaglioni di volteggiatori della guardia mandati dal generale Maneque, ritorna vigorosamente all’offesa. Accortosi che il nemico perde terreno, manda la I brigata ad assalire l’altura dei cipressi. Arriva di galoppo il generale Le Boeuf con due batterie d’artiglieria della guardia, copre di un nembo di palle il villaggio e sostiene gli assalti delle due brigate Forey. La prima conquista allora il monte dei cipressi, la seconda il colle della torre, e finalmente, aprendosi una strada di sangue, la torre.
Il generale Banzaine, rovinati i muri del cimitero, ha lanciato all’assalto tutta la divisione, cacciato il nemico e strappata la bandiera al reggimento principe Wasa.
Quattordici cannoni e millecinquecento prigionieri sono caduti in potere del I corpo e della guardia imperiale.
Su tutte le alture di Solferino sventola la bandiera della Francia.

E. De Amicis: Ricordi del 1870-71