Conquistare, non ricevere la libertà

Nel brano che vi propongo oggi, tratto dall’articolo di G. Mazzini La Guerra, pubblicato sul periodico Pensiero e Azione 2-16 maggio 1859, l’autore ci spiega la necessità di dover conquistare la nostra libertà senza l’aiuto di forze straniere, ancor di più davanti all’aiuto dell’odiato monarca francese.

E’ necessario che il popolo d’Italia serbi intatta la sua dignità, costringa l’Europa ad ammirarlo, convinca tutti col suo contegno che noi possiamo subire, perchè cercato da un Governo italiano, l’aiuto della tirannide, ma non l’abbiamo chiamato, non rinneghiamo per esso la fede di libertà ed alleanza dei popoli, non dimentichiamo Roma, il 2 dicembre, le offese recate in questi dieci anni ai nostri fratelli di credenza. Il grido di viva la Francia! Può uscire senza colpa da labbra italiane, il grido di viva l’Imperatore! Nol può; alla immoralità di quel grido si aggiunge oggi per noi il sospetto di codardia: esecravano ieri, dirà l’Europa, in nome degli eterni principi: plaudono in oggi a chi li violava, perch’ei li salva co’suoi aiuti dall’obbligo di combattere.
Insegni ai popoli il nostro silenzio verso lui, insegni il virile contegno col re piemontese, che noi sorgiamo a libertà, non a mutamento di tirannide, che vogliamo essere grati, non ciechi e stupidi adulatori, e che fidiamo vegliando. La servilità – dovremmo saperlo d’antico- schiude la via al tradimento. Se volete che chi vi guida non si disvii dal proprio dovere, fate ch’ei debba rispettarvi e temervi.
E’ necessario che l’Italia si levi, si levi da un capo all’altro, e costituisca la propria forza, tanto che i centomila stranieri scesi in aiuto paiano leggione alleata dei ventisei milioni d’italiani, anziché esercito liberatore. L’insurrezione dovrebbe essere per ogni dove; al Nord, per conquistarsi, non ricevere libertà, al Sud per ordinare la riserva dell’esercito nazionale. Sorgendo, sorgendo unite, ordinando una potestà provvisoria, armandosi, scegliendo un punto strategico centrale dal quale possa recarsi aiuto ove occorre e chiamando a concentrarvisi quanti elementi non hanno nemici da combattere immediatamente, Napoli e la Sicilia potrebbero assicurare salute alla Causa d’Italia e costituirne la potenza, rappresentata da un Campo Nazionale. Mercè quel Campo e i volontari del Nord, l’Italia, sul finir della guerra, sarebbe arbitra suprema dei propri destini.

G. Mazzini : dall’articolo La Guerra, pubblicato sul periodico Pensiero e Azione 2-16 maggio 1859

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