Combattere gli oppressori

In questo brano, tratto dalle sue memorie, Garibaldi ci descrive meglio il suo credo politico e la necessità di dover sacrificare il sistema repubblicano a favore di quello monarchico in cambio dell’unificazione del paese.

Io posso con orgoglio dire: fui e sono repubblicano; ma nello stesso tempo non ho creduto il popolare sistema esclusivo al punto da imporsi con la violenza alla maggioranza di una nazione.
In un paese libero, ove la maggioranza virtuosa del popolo senza pressione vuole la Repubblica, il sistema repubblicano è certamente il migliore. Trovandomi, dunque, nel caso di dover dare il mio voto, come mi successe a Roma in 1849, a tale sistema, io darei sempre; e procurerei sempre di convincere nella mia opinione le moltitudini.
Non essendo possibile la Repubblica, almeno per ora (1859) sia per la corruzione che domina la società presente, sia per solidarietà in cui si mantengono monarchie moderne, e presentandosi l’opportunità di unificare la penisola colla combinazione delle forze dinastiche colle nazionali, io vi ho aderito assolutamente.
Dopo pochi giorni dalla mia permanenza a Torino, ove dovevo servire di richiamo ai volontari italiani, io mi accorsi subito con chi avevo da fare e cosa da me si voleva. Me ne addolorai; ma che fare. Accettai il minore dei mali; e non potendo operare tutto il bene, ottenerne il poco che si poteva per il paese infelice.
Garibaldi doveva far capolino, comparire, e non comparire. Sapessero i volontari ch’egli si trovava a Torino per riunirli, ma nello stesso tempo, chiedendo a Garibaldi di nascondersi per non dare ombra alla diplomazia. Che condizione!
Il generale La Marmora, ministro della guerra, che sempre avea avversato l’istituzione dei volontari, si rifiutò a riconoscere i gradi dei miei ufficiali, dimodochè vi fu l’obbligo, per dare alcuna legalità a quei reietti, di ricorrere al sotterfugio di dar brevetti firmati dal Ministero dell’Interno e non dall’eccellenza della guerra.
Tutto, comunque, si soffriva in silenzio: trattavasi di far la guerra per l’Italia e combattere gli oppressori dei fratelli nostri.

G. Garibaldi : Memorie

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