Incontro con Cavour

In questo brano, tratto dalle memorie di G. Garibaldi, l’autore ci descrive i sentimenti che muovevano il suo animo.

In febbraio 1859 io fui chiamato in Torino dal conte di Cavour, col mezzo di La Farina. Entrava nella politica del gabinetto Sardo, allora in trattative colla Francia e disposto a far la guerra all’Austria , di accarezzare il popolo italiano. Manin, Pallavicino e altri distinti italiani cercavano di avvicinare la democrazia nostra alla dinastia Sabauda, per giungere, col concorso della maggior parte di forze nazionali, all’adempimento di quell’unificazione italiana, sogno per tanti secoli delle menti elette della penisola.
Credendo io avessi conservato alcun prestigio nel popolo, il conte di Cavour, onnipossente allora, mi chiamò nella capitale e mi trovò certamente docile all’idea sua di far la guerra alla secolare nemica d’Italia. Non m’ispirava fiducia il suo alleato, è vero,ma come fare, bisognava subirlo.

G. Garibaldi – Memorie –

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