Cassoeula milanese o Bottaggio alla milanese

La cassoeula è un piatto tipico della tradizione lombarda. Realizzato con le verze e le parti povere del maiale: costine, piedini, cotenne, salamini verzini. Può essere realizzato in tante varianti, infatti la ricetta della cassoeula varia da un luogo all’altro della Lombardia. Per il suo apporto calorico è da considerarsi un piatto unico.

Ingredienti per 4 persone

500 gr Costine di maiale
200 gr Cotenna di maiale
2 Piedini di maiale
4 salamini verzini
2 Carote
Sedano qb
1 Cipolla grossa
1 kg di Verza
Salvia qb
Alloro qb
Burro qb
Olio extra vergine d’oliva qb
1 bicchiere di vino bianco
1 cucchiaio di salsa di pomodoro
Sale qb
Pepe qb

Preparazione.

Pulire bene, raschiando con un coltello, le cotenne e i piedini e lavarli in acqua tiepida. Tagliare le cotenne prima per il lungo e poi a metà in pezzetti non troppo piccoli. Mettere tutto in una pentola e coprire con acqua fredda, portare a bollitura, salare leggermente e lasciare cuocere per 50 minuti. Poi scolare.
Lavare e raschiare le carote, lavare il sedano e tritare con la cipolla.
Soffriggere in una casseruola il trito di verdure con olio e burro, unire le costine e fare rosolare mescolando, aggiungere poi le cotenne e i piedini continuando a far rosolare bene la carne.
Aggiungere un bicchiere di vino bianco, aggiungere una cucchiaiata di salsa di pomodoro, sale e pepe, qualche foglia di salvia, alloro e una tazza di acqua calda. Lasciare cuocere con il coperchio a fuoco moderato, mescolando e controllando la cottura.
Pulire la verza eliminando le foglie più dure e le costolette. Tagliarla in grossi pezzi.
A metà cottura unire i salamini verzini, punzecchiati precedentemente, e le foglie di verza. Rimettere il coperchio e lasciare cuocere lentamente.
Quando le carni si sono ritirate, la cotenna si scioglie in bocca e la verza è morbida, la cassoeula è pronta.

La rivoluzione morale nel sud.

In questo pezzo vi riporto un brano tratto dal Testamento Politico di Carlo Pisacane in cui il nostro patriota illustra le linee guida della sua politica, che perseguirà fino alla sua morte avvenuta mentre era alla guida della spedizione di Sarpi.

Molti dicono che la rivoluzione deve farla il paese: ciò è incontestabile. Ma il paese è composto di individui, e poniamo il caso che tutti aspettassero questo giorno senza congiurare, la rivoluzione non scoppierebbe mai. Si potrà dissentire dal modo, dal luogo, dal tempo di una congiura, ma dissentire dal principio è assurdo, è ipocrisia, è nascondere un basso egoismo. Stimo colui che approva il congiurare e non congiura egli stesso, ma non sento che disprezzo per coloro i quali non solo non vogliono far nulla, ma si compiacciono nel biasimare e maledire coloro che fanno. Con tali principii avrei creduto di mancare a un sacro dovere, se vedendo la possibilità di tentare un colpo in un punto, in un luogo, in un tempo opportunissimo, non avessi impiegato tutta l’opera mia per mandarlo ad effetto. Io non ispero, come alcuni oziosi mi dicono per schermirsi, d’essere il salvatore della patria. No: io sono convinto che nel Sud la rivoluzione morale esista, sono convinto che un impulso gagliardo può sospingerla al moto, epperò il mio scopo, i miei sforzi si sono rivolti a mandare a compimento una congiura, la quale dia un tale impulso; giunto sul luogo dello sbarco, che sarà Sapri, per me è la vittoria, anche se dovessi morire sul patibolo.

Da C. Pisacane: Testamento politico

Voce di uno che grida nel deserto.

Oggi vi propongo un brano del Vangelo di Marco in cui ci presenta Giovanni Battista, uno dei personaggi dei Vangeli che preferisco. Il Battista è un uomo umile, solo e forte che ha una missione: preparare il popolo alla venuta di Gesù. Non ha paura dei cosiddetti “poteri forti” del suo tempo e dava in testa ai governanti di allora avvisandoli che la loro cattiva condotta non sarebbe passata inosservata al popolo e a Dio. Per questo poi sarà giustiziato.

1Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio. 2 Come sta scritto nel profeta Isaia: Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero: egli preparerà la tua via. 3 Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri, 4 vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. 5 Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. 6 Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. 7 E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. 8 Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo». 9 Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. 10E subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. 11E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Dal vangelo secondo Marco.

Prof. Maurizio Battino.

Da oggi inizierò una nuova rubrica dove vi fornirò qualche piccola informazione sui nuovi ricercatori Italiani che con le loro ricerche portano lustro al nostro paese, inizieremo dal prof. Maurizio Battino professore associato di Biochimica dell’università di Ancona.

Maurizio Battino, è professore associato di Biochimica presso il dipartimento di Scienze Cliniche Specialistiche, Facoltà di Medicina dell’Università Politecnica delle Marche ad Ancona, direttore del Centro di ricerca in salute e nutrizione dell’Universidad Europea dell’Atlantico (Santander, Spagna) e direttore dei progetti inerenti alle aree della salute e nutrizione e relativi Master della piattaforma Funiber (Barcellona, Spagna).
Il suo gruppo di ricerca in bioenergetica studia il modo di mitigare i processi patologici tramite il corretto uso di specifici alimenti, soprattutto piccoli frutti e oli alimentari, e dei loro composti bioattivi. Le patologie studiate sono quelle caratterizzate da disfunzioni mitocondriali (per es. fibromialgia) e/o processi infiammatori e stress ossidativo come la sindrome metabolica, il cancro, l’aterosclerosi e le malattie paradontali.
Laureato in Biologia a Bologna, Dottore di Ricerca a Catania e post-doc a Granada (Spagna); ha ottenuto anche un Master in Teledidattic Applicata alle Scienze della Salute e International Communication Technology in Medicina (Ancona) ed è stato insignito della laurea Honoris Causa presso la University of Medicine and Pharmacy “Carol Davila” Bucharest (Romania).

Le due vie del Piemonte.

Nel seguente articolo vi riportiamo un brano del discorso fatto dal Cavour il 16/04/1858 in cui descrive l’anima della politica tenuta dal Piemonte nel decennio 1848/1858.

Dopo il disastro di Novara e la pace di Milano, due vie poliche si aprivano davanti a noi. Noi potevamo, piegando il capo avanti a un fato avverso, rinunziare in modo assoluto a tutte le aspirazioni che avevano guidato negli ultimi anni il magnanimo re Carlo Alberto. Noi potevamo rinchiuderci strettamente nei confini del nostro Paese, e chinando gli occhi a terra per non vedere quanto succedeva oltre il Ticino e oltre la Magra, dedicarci esclusivamente agli interessi materiali e morali del nostro Paese, noi potevamo, in certo modo, ricominciare e continuare la politica in vigore prima del 1848, [….] noi potevamo ricominciare quella politica prudentissima che non si preoccupava che delle cose interne.
L’altro sistema invece consisteva nell’accettare i fatti compiuti, nell’adattarsi alle dure condizioni dei tempi, ma nel conservare a un tempo viva la fede che ispirato aveva le magnanime gesta di re Carlo Alberto. Consisteva nel dichiarare la ferma intenzione di mantenere i patti giurati, ma di continuare nella sfera politica quella impresa che andò fallita sui campi di battaglia.

Non vi è rivolgimento politico notevole, non vi è grande rivoluzione che possa compiersi nell’ordine materiale se preventivamente non è già preparata nell’ordine delle idee. E se noi siamo giunti ad operare questo cangiamento nell’ordine morale e nell’ordine delle idee a favore dell’Italia, noi abbiamo fatto assai più che se avessimo guadagnato parecchie vittorie.

Camillo Cavour

Atti Parlamentari – 16 aprile 1858