La Roma del popolo.

Di seguito potrete leggere il discorso di insediamento quale rappresentante del popolo di G. Mazzini all’assemblea costituente romana.

Repubblica Romana
Assemblea Costituente. Seduta del 6/3/1849

Giuseppe Mazzini va a porsi alla destra del Presidente. Nuovi applausi.
G. Mazzini:” Se le parti dovessero farsi qui tra noi, i segni di affetto che voi mi date, dovrebbero farsi, o colleghi, da me a voi e non da voi a me; perchè tutto il poco bene che io ho non fatto ma tentato di fare, mi è venuto da Roma. Roma fu sempre una specie di talismano per me, giovinetto io studiava la storia d’Italia, e trovai che mentre in tutte le altre storie tutte le nazioni nascevano, crescevano, recitavano una parte nel mondo, cadevano per non ricomparire più nella prima potenza, una sola cità privilegiata da Dio del potere di morire, e di risorgere più grande di prima ad adempiere una missione nel mondo, più grande della prima adempiuta. Io vedeva sorgere la prima Roma degli imperatori, e colla conquista stendersi dai confini dell’Africa ai confini dell’Asia; io vedeva Roma perire cancellata dai barbari, da quelli che anche oggi il mondo chiama barbari, e la vedeva risorgere, dopo aver cacciati gli stessi barbari, ravvivando dal suo sepolcro il germe dell’incivilimento; e la vedeva risorgere più grande e muovere colla conquista non dell’armi ma della parola, risorgere nel nome dei papi e ripetere le sue grandi missioni. Io diceva in mio cuore: è impossibile che una città, la quale ha avuto sola al mondo due grandi vite, una più grande dell’altra, non ne abbia una terza. Dopo la Roma che operò colla conquista delle armi, dopo la Roma che operò colla conquista della parola, verrà, io diceva a me stesso, verrà la Roma che opererà colla virtù dell’esempio: dopo la Roma degli imperatori, dopo la Roma dei papi, verra la Roma del popolo.

Da Le Assemblee del Risorgimento. Roma, 1849

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