Nomina di Giuseppe Mazzini a rappresentante del popolo romano.

In questo pezzo ripercorriamo la lettura presso l’assemblea costituente romana della lettera di risposta di G. Mazzini alla sua nomina a rappresentante del popolo romano.

La commissione provvisoria municipale mandò una deputazione a Firenze per annunciare a G. Mazzini la sua elezione a rappresentante del popolo romano.
Speriamo che il nostro grande concittadino si affretterà a recarsi fra noi, per prendere nell’Assemblea Costituente quel posto che gli hanno assegnato i suoi lunghi sacrifici e l’opera perseverante: onde si è reso sì benemerito della patria italiana e della libertà del popolo.
(Monitore Romano. Roma, 26-2-1849)

Assemblea Costituente. Seduta del 1/3/1849. Viene letta la lettera di Mazzini in risposta alla sua nomina.
Cittadino Presidente.
Vent’anni d’esilio mi sono largamente pagati. Una vita intera consacrata all’incremento della Patria comune basterebbe appena a sciogliere il debito che l’onore della cittadinanza nella Repubblica del popolo m’impone, ed io non ho che pochi tardi e languidi anni da spendere per la fede ch’or si bandisce dal Campidoglio. Ma in questa fede io vissi finora, in questa fede – vogliate ridirlo con fiducia ai vostri colleghi -io morrò. Il resto spetta a Dio e alla virtù dell’esempio che Roma ci dà.
Tacqui finora perch’io speravo risponder coll’annunzio dell’unificazione della Provincia Italiana, ov’io sono, con Roma. La precederò or di poco fra voi. E possa riuscire cominciamento solenne della più vasta unificazione presentita dai nostri grandi, santificata dai nostri Martiri, matura, com’io credo, nel disegno di Dio e invocata dall’unico interprete che voi ed io riconosciamo di quel disegno, il popolo.

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