E MACCARUNE D’ ‘O GRAVUNARO – Napoli –

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PERSONE:6
INGREDI ENTI:500 g di bucatini
200 g di olive
6 alici sott’olio
12 capperi
Peperoncino, olio, aglio
Sale, pepe.

PREPARAZIONE

Tritare con la mezzaluna quattro o cinque spicchi d’aglio, il peperoncino forte, le alici i capperi fino a far diventare il tutto una pasta omogenea. Porre questa salsa in una padella con un misurino d’olio e lasciare rosolare lentamente. A parte snocciolare le olive e passarle con il tritatutto fino ad ottenere una salsa densa; versarla nella padella e far continuare la cottura mescolando continuamente.
Lessate a parte la pasta, e dopo averla colata al dente metterla nella padella insieme con l’intingolo e sempre a fuoco lento, far insaporire lentamente avendo cura di mescolare continuamente.

Dio è morto.

Ho visto
la gente della mia età andare via
lungo le strade che non portano mai a niente,
cercare il sogno che conduce alla pazzia
nella ricerca di qualcosa che non trovano
nel mondo che hanno già, dentro alle notti che dal vino son bagnate,
lungo le strade da pastiglie trasformate,
dentro alle nuvole di fumo del mondo fatto di città,
essere contro ad ingoiare la nostra stanca civiltà
e un dio che è morto,
ai bordi delle strade dio è morto,
nelle auto prese a rate dio è morto,
nei miti dell’ estate dio è morto…

Mi han detto
che questa mia generazione ormai non crede
in ciò che spesso han mascherato con la fede,
nei miti eterni della patria o dell’ eroe
perchè è venuto ormai il momento di negare
tutto ciò che è falsità, le fedi fatte di abitudine e paura,
una politica che è solo far carriera,
il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto,
l’ ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto
e un dio che è morto,
nei campi di sterminio dio è morto,
coi miti della razza dio è morto
con gli odi di partito dio è morto…

Ma penso
che questa mia generazione è preparata
a un mondo nuovo e a una speranza appena nata,
ad un futuro che ha già in mano,
a una rivolta senza armi,
perchè noi tutti ormai sappiamo
che se dio muore è per tre giorni e poi risorge,
in ciò che noi crediamo dio è risorto,
in ciò che noi vogliamo dio è risorto,
nel mondo che faremo dio è risorto…

F. Guccini – Nomadi

Caserta

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Caserta (Casert’ in dialetto casertano) è un comune italiano di 76 312 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia in Campania. La città campana è nota soprattutto per la sua imponente Reggia Borbonica, detta la Versailles d’Italia, che, insieme al Belvedere Reale di San Leucio e all’Acquedotto Carolino, è inserita dal 1997 nel patrimonio dell’umanità dell’Unesco.

Andria

Andria , Andrie o Iàndrie in dialetto locale è un comune italiano di 100 440 abitanti, capoluogo insieme aBarletta e Trani, della provincia di Barletta-Andria-Trani, in Puglia. È la quarta città della regione per popolazione, nonché la diciottesima d’Italia per superficie.

Durante il Risorgimento vi ebbe sede la carbonara “Società degli Spettri” o “Tomba Centrale” e una sezione della Giovine Italia. Circa 100 uomini di Andria, guidati da Federico Priorelli e da Niccolò Montenegro, parteciparono alla spedizione dei Mille di Giuseppe Garibaldieletto in seguito Deputato del Regno presso il collegio elettorale di Andria.

Cucina tradizionale Pugliese

 

Pasta con fagiolini al pomodoro e cacioricotta, la primavera

 

INGREDIENTI PER LA PASTA CON I FAGIOLINI

(per 4 persone)

  • 400 gr di fagiolini verdi freschi>400 gr di pasta fresca lunga (ad es. troccoli del foggiano) o spaghetti normali
  • 300 gr di pomodorini rossi maturi (o di pomodori pelati)
  • 300 gr di salsa di pomodoro (facoltativa)
  • 1 cipolla rossa
  • 2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
  • cacio ricotta grattugiato q.b.
  • sale e pepe q.b.

    PREPARAZIONE DELLA PASTA CON I FAGIOLINI

    Pulire i fagiolini e spuntarli eliminando le estremità più sottili da una parte e dall’altra; tagliare la cipolla molto finemente; frullare i pelati grossolanamente per ottenere dei pezzettoni di pomodoro e una parte più liquida.

    Versare l’olio in una padella ampia e soffriggere la cipolla a fette lentamente a fiamma bassa.
    In una pentola con abbondante acqua salata lessare i fagiolini per pochi minuti, scolare e aggiungere nella padella con il soffritto di cipolla; continuare la cottura e aggiungere i pomodori pelati frullati e la salsa; se lo si ritiene necessario aggiungere della salsa di pomodoro per allungare il sughetto; salere e procede lentamente con la cottura.

    Quando il sugo sarà quasi pronto lessare la pasta in abbondante acqua salata; se si utilizza la pasta fresca i tempi di cottura sono molto brevi, quindi curare il processo e scolare al dente.

    Versare la pasta nel sugo con i fagiolini, mantecare bene e aggiungere una spolverata abbondante di cacioricotta grattugiato e pepe.

Maratea (Potenza)

Maratea (IPA: [maraˈtɛa][, Marathia in dialetto marateota, [maraˈtia][) è un comune italiano di 5133 abitanti della provincia di Potenza, unico della Basilicata ad affacciarsi sul Mar Tirreno.

Per i suoi pittoreschi paesaggi costieri e montani, e per le peculiarità artistiche e storiche, Maratea è una delle principali mete turistiche della regione, tanto da essere conosciuta anche come “la Perla del Tirreno“.

Viene anche chiamata “la città delle 44 chiese” per le sue numerose chiese, cappelle e monasteri, costruite in epoche e stili diversi, molte delle quali rappresentano un notevole patrimonio artistico-religioso.

Nel 1860 anche a Maratea si costituisce un comitato insurrezionale per l’azione lucana per l’unità d’Italia; organizzato, tra gli altri, dal cittadino Raffaele Ginnari. Il 3 settembre dello stesso anno Garibaldi attraversa in barca la costa della cittadina, diretto a Sapri, dopo aver sostato, ospite dei baroni Labanchi, nel Palazzo Baronale alla Secca di Castroucco. Nella battaglia del Volturno perde la vita il cittadino marateota Carlo Mazzei.

Ricetta tradizionale della Basilicata

Acquasale

 

Ingredienti per 4 persone

  • 2 Fette Spesse Di Pane Casereccio (Possibilmente Di Grano Duro E Cotto Nel Forno A Legna)

  • 2 Uova

  • 350 G. Di Acqua Tiepida

  • 30 G. Di Cipolla Tagliuzzata Finemente

  • 2 Peperoni Cruschi Spezzettati, Cioè Peperoni Secchi, (Oppure Un Pomodoro In Pezzi E Un Peperoncino Piccante)

  • 60 G. Di Olio D’oliva Extra Vergine

  • Sale Q.B.

  • Ricotta Salata (Opzionale)

    Preparazione

    Mettete in un tegame l’olio extra vergine di oliva; fatelo riscaldare e aggiungete la cipolla tagliuzzata finemente. Fate soffriggere e dopo qualche minuto aggiungete i peperoni cruschi tagliuzzati (o il pomodoro e il peperoncino piccante).

    Sfriggete e dopo poco versate l’acqua tiepida e salate, aspettate che cominci a bollire.

    Unite le uova e rimestate delicatamente affinché non si rompano.

    Distribuite, infine, il tutto nei piatti nei quali avrete messo il pane, spezzettato se lo preferite, ma io amo la fetta intera, che al contatto del liquido si ammorbidisce pur rimanendo callosa.

Ragazzo

Io vorrei sapere
Chi governa il mondo
E cosa gli direbbe
Uno che è senza lavoro
Vorrei sapere
Come si fa a cadere
E come puoi risalire
Senza farti male
Sono un ragazzo
Ricordatevi che esisto
Sono il re del Nulla
Mentre il Nulla ruba i migliori

Vorrei sapere
Perché non è reato
Fare la puttana di stato
Ed abusare ogni potere
E sono senza un letto
Ma mi basterebbe un tetto
Almeno fino a domani
Prima che la marea cresca
Sono un ragazzo
Ricordatevi che esisto
Sono il re del Nulla
Mentre il Nulla ruba i migliori

Lavorare per contare
Non si può dire che sia godere
Meglio impazzire
Che stare qui a vegetare
E sono senza un letto
Ma mi basterebbe un tetto
Almeno fino a domani
Prima che la marea cresca

 

titolo – Ragazzo –

album – Diablo –

autori – Litfiba-

Cucina tradizionale calabrese.

Pasta ca’ muddica

 

Pasta con la mollica alla calabrese: ingredienti per 4 persone

400 g di spaghetti
Olio extravergine di oliva
2 spicchi di aglio
100 g. di mollica sbriciolata di pane leggermente raffermo
Qualche acciuga sott’olio
Pecorino stagionato grattugiato

Pasta con la mollica alla calabrese: procedimento per realizzarla

  • Lessare la pasta e nel frattempo, in una padella abbastanza grande, far soffriggere fino a doratura due spicchi d’aglio tagliati finemente.
  • Unire il pane precedentemente ridotto in piccole briciole, farlo abbrustolire lievemente, aggiungere in ultimo le acciughe.
  • Scolare al dente la pasta e versare nella padella con l’intingolo mantecando velocemente.
    Servire calda con una spolverata di pecorino grattugiato.