Viva l’Italia

Di seguito il testo di una bellissima canzone di F. de Gregori.

Viva l’Italia, l’Italia liberata,

l’Italia del valzer, l’Italia del caffè.

L’Italia derubata e colpita al cuore,

viva l’Italia, l’Italia che non muore.

 

Viva l’Italia, presa a tradimento,

l’Italia assassinata dai giornali e dal cemento,

l’Italia con gli occhi asciutti nella notte scura,

viva l’Italia, l’Italia che non ha paura.

Viva l’Italia, l’Italia che è in mezzo al mare,

l’Italia dimenticata e l’Italia da dimenticare,

l’Italia metà giardino e metà galera,

viva l’Italia, l’Italia tutta intera.

 

Viva l’Italia, l’Italia che lavora,

l’Italia che si dispera, l’Italia che si innamora,

l’Italia metà dovere e metà fortuna,

viva l’Italia, l’Italia sulla luna.

 

Viva l’Italia, l’Italia del 12 dicembre,

l’Italia con le bandiere, l’Italia nuda come sempre,

l’Italia con gli occhi aperti nella notte triste,

viva l’Italia, l’Italia che resiste.

 

Francesco de Gregori

1815-1821

In questo articolo possiamo leggere un’attenta analisi della situazione politica dell’Europa dopo la caduta di Napoleone.

L’Italia dopo il congresso di Vienna.

Mentre l’Europa tutta intiera progredì (lentamente secondo desiderio di quella parte generosa, che appunto allora incominciò a chiamarsi liberale,ma rapidamente, magnificamente, se si consideri l’andamento normale delle grandi rivoluzioni umane), progredì, dico, nella restaurazione continentale dei governi rappresentativi estesisi così dalla Francia alla Spagna, alla Prussia e quasi tutta la Germania, ed alla Grecia, l’Italia rimase restaurata tutto contrariamente sotto ai governi assoluti, sotto la preponderanza dell’Austria, capo dell assolutismo, capo francamente professatosi della resistenza alla rivoluzione liberale europea. I principi restaurati tornarono tutti con affetti, con pregiudizi di fuoriusciti, cioè del tempo in cui erano usciti, si riadattarono quindi volontariamente a quella preponderanza austriaca, che consentiva con essi e prometteva di difenderli. Tutti restaurarono le forme antiche, assolute, il buon Re piemontese peggio che gli altri. Promossero pochi progressi, o, come le chiamarono poi, riforme; ne effettuarono anche più poche da principio, per tutti quei primi venti anni che furono, bisogna dirlo,dei più oscuri e più sciocchi vissuti mai in Italia. Alcuni uomini non mediocri furono talora chiamati al Governo; ma pochi e per poco tempo; i più, i soliti, mediocrissimi. I popoli all’incontro, i governati che avevan fatto poco o nulla sotto Napoleone, se non lasciarsi splendidamente governare da lui, e si sarebbero adattati a lasciarsi governare da altri, per poco che si fosse fatto con qualche splendore, od onore di liberalità, si adontarono fino dal 1814, e via via di più ogni anno, di essere tra i popoli d’Europa più oscuratamente e più illiberalmente governati, senza nulla di quella libertà e di quella indipendenza che udivano lodarsi, vantarsi, estendersi altrove.

( da C. Balbo: sommario della Storia d’Italia)

Cesare Balbo: politico e uomo di cultura piemontese.

Cesare Balbo (Torino, 21 novembre 1789Torino, 3 giugno 1853) è stato un politico e scrittore italiano, Presidente del Consiglio del Regno di Sardegna.

Cesare Balbo in una litografia del 1848

Scopo del mio blog

Buongiorno a tutti i miei lettori, che spero diventiate tantissimi, l’obbiettivo di questo blog è la descrizione di tutti quei fatti che portarono all’unità dell’Italia vista direttamente dai protagonisti.

Di volta in volta pubblicherò degli articoli tratti direttamente dagli scritti di coloro che si adoperarono per raggiungere quell’obbiettivo, spero vi possa piacere ed interessare, grazie per la vostra cortese attenzione.

Solo chi sa può essere veramente libero!

In questa canzone dei Litfiba viene esaltata l’unica via per poter essere protagonisti di una rivoluzione della società.

Partimmo un lunedi’
In direzione sud
Cercando l’ altra strada
Che ci ha portato qui
Vedemmo Pancho Villa
E la rivoluzione
Ci disse non e’ morta
Ci sono nuove idee
Siamo umani, siamo umani
Non puo’ andare cosi’
E poi Toro Seduto
Incazzato anche con noi
Mi scusai per la storia ma
Non generalizzare
Le droghe, il gioco e il resto
Non piovono dal cielo
Lo so non e’ progresso
Ma e’ un’ orgia di idiozia
Siamo umani
Siamo umani
Non puo’ andare cosi’, oh no no
Siamo umani, solo umani
Non puo’ andare cosi’, eh no!
Dai fotti il tuo nemico
Usa la lingua sua
Regalagli importanza
Che se ne vantera’
Vedemmo Pancho Villa
E la sua rivoluzione
Ci disse non e’ morta
Ci sono nuove idee
Siamo umani, siamo umani
Non puo’ andare cosi’
Siamo umani, solo umani
Non puo’ andare cosi’, oh no!
Qui la sola strategia e’ di sapere sempre piu’, ha ha
123 Rivoluzione e’ il desperado che lo fa, oh oh
Ehi ehi ehi, amigo
Tu vuoi distruggere il mondo
Chi comanda non da spazio OK
Cambia forza
La tua forza e’ nelle idee
C’e’ una sola strategia e’ di sapere sempre piu’, ah ah
E la tua rivoluzione comincera’ cosi’, yeah
Siamo umani siamo umani
Non puo’ andare cosi’, ha no no
Siamo umani, solo umani
Non puo’ andare cosi’, oh, no, no!
Siamo umani, solo umani
Non puo’ andare cosi’, oh, no!

e’ un bluff!

 

Litfiba ( Diablo)